Se già prima la Opel più piccola che c’è non aveva nulla da invidiare quanto a dotazioni alle sorelle più grandi, figuriamoci ora visto che sarà disponibile anche in versione GPL. Una soluzione che da un lato contribuisce a dimezzare i suoi già bassi costi di gestione, e dall’altro la rende ancora più appetibile in città: il suo habitat naturale, dove si muoverà ancora meglio potendo evitare anche i blocchi del traffico.

Il già noto 1.0 3 cilindri da 75 cavalli (che con l’opzione gas diventano 73) diventa dunque ancora più convincente, perché le emissioni rimangono basse (93 g/km di anidride carbonica), in virtù di un consumo dichiarato di 5,7 litri di gpl ogni 100 chilometri. Ma anche perché cresce l’autonomia, che con la doppia opzione benzina/gpl supera i 1.000 chilometri. Va bene che in città i benzinai ci sono, ma fermarsi per fare rifornimento avverrà sempre più di rado: e comunque in Italia i distributori di gpl sono 3.814, mentre in Europa oltre 35 mila. Rischi non se ne dovrebbero correre.

Esteticamente non ci sono differenze con la Karl a benzina arrivata sul mercato un anno fa, eccezion fatta per il serbatoio del gas “nascosto” in fondo al bagagliaio. Ed è interessante notare come Karl 1.0 Gpl Tech esca dalla fabbrica già con l’opzione bi-fuel: la trasformazione non avviene infatti in secondo equipaggiamento, ma direttamente sulle linee di produzione. E viene effettuata grazie alla componentistica dell’italiana BRC.

Capitolo prezzi, infine. Il listino della Karl GPL Tech parte dai 13.300 euro della versione n-Joy, che tuttavia fino a giugno verrà offerta in promozione lancio a 10.900 euro, a patto di avere un’auto da rottamare.