Le violazioni del coprifuoco erano state segnalate già ieri. E oggi arriva la notizia che i ribelli anti-Assad hanno conquistato un villaggio strategico a sud di Aleppo in una battaglia con i governativi che ha causato almeno 73 morti. L’Osservatorio siriano per i diritti umani fa sapere che i ribelli – inclusi i miliziani del Fronte al Nusra, affiliati ad al Qaida – controllano ora il villaggio di Khan Touman, vicino all’autostrada tra Damasco e Aleppo.

Dal 21 aprile i caccia russi e le forze del regime siriano avevano intensificato gli attacchi contro le zone di Aleppo controllate dall’opposizione, causando la morte di numerosi civili. La tregua temporanea applicata da Stati Uniti e Russia città nel nord della Siria però è durata pochissimo. Il 28 aprile durante un raid era stato bombardato anche un ospedale di Medici senza frontiere che aveva provocato 50 morti tra cui tre bambini e un medico. 

Del resto il leader siriano Bashar al-Assad aveva inviato un messaggio al presidente russo Vladimir Putin inequivocabile: l’obiettivo è “la sconfitta del nemico”, la “vittoria” ad Aleppo e in tutta la Siria. Aleppo, così come altre città siriane, sono diventate come “l’eroica Stalingrado”, aveva affermato Assad secondo l’agenzia Sana, promettendo che “nonostante la brutalità e la crudeltà del nemico e i grandi sacrifici e tormenti, le nostre città, i nostri paesi, il nostro popolo e l’esercito non saranno soddisfatti finché non sconfiggeranno il nemico e otterranno la vittoria nell’interesse della Siria, della regione e del mondo”. La risposta dei ribelli al telegramma di Assad per Mosca è arrivata nel giro di poche ore.

Da Aleppo inevitabile continua la grande fuga. Sono 64mila i rifugiati siriani in attesa di entrare in Giordania nelle zone desertiche al confine tra i due Paesi. Il comandante delle Guardie di frontiera giordane, il generale Saber al-Mahayreh, aveva spiegato che circa 5.500 siriani sono arrivati al valico di Rokbane solo negli ultimi tre giorni in fuga dai combattimenti. All’inizio del conflitto siriano nel marzo del 2011 la Giordania aveva aperto 45 valichi di frontiera con la Siria lungo i 378 chilometri di confine. Ma l’enorme flusso di profughi, circa 1,4 milioni secondo Amman, ha fatto restringere i punti di accesso. Attualmente sono solo cinque i valichi di frontiera aperti e tre sono riservati ai feriti.