I conti dell’Inps sono in profondo rosso, agli italiani arrivano cattive notizie con le famose buste arancioni, eppure all’istituto previdenziale hanno pensato bene di lanciarsi in controverse operazioni immobiliari. Adesso finite all’attenzione del Parlamento. Stiamo parlando dell’urbanizzazione dell’area ‘Divino Amore’ nel comune di Marino, alle porte della capitale. Un milione e 350 mila metri cubi di cemento che stanno per abbattersi su un comprensorio di 50 ettari, confinante con il parco dell’Appia Antica, con in più 7 ettari, la Mugilla, di rilievo archeologico. Un affare da 1 miliardo di euro in cui è coinvolta Idea Fimit, società a partecipazione pubblica, che vede tra i principali azionisti proprio l’Inps. Un’operazione “discutibile”, denuncia il capogruppo alla Camera dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto che, insieme ai colleghi Stefano Fassina e Filiberto Zaratti, ha presentato un’interpellanza a risposta urgente al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. “Ci spieghi Poletti”, dice l’interpellanza, “cosa c’entra questa operazione con i compiti istituzionali dell’ente”. Già, cosa c’entra il principale ente previdenziale italiano con una operazione edilizia da quattromila appartamenti e un mega centro commerciale da destinare a 12.500 nuovi abitanti?

AVANTI PIANO Tutto ha inizio il 15 febbraio 2013 quando, a pochi giorni dalla sua uscita di scena alla Regione Lazio, l’allora presidente Renata Polverini dà il via libera al programma integrato di riqualificazione urbanistica della località ‘Divino Amore’. In variante al Piano regolatore del comune di Marino, proposto dalla società Ecovillage srl, e già adottato dalla stessa amministrazione comunale nell’agosto del 2011. All’epoca, Idea Fimit non compare ancora. “La società proponente il progetto e accreditata dalla Regione”, scrivono i parlamentari, “è infatti la Ecovillage Srl che fa capo, tra gli altri, alla Parsitalia di Luca Parnasi”. Per capirci, il costruttore che dovrebbe edificare il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. “Al momento della firma della delibera regionale” si legge nell’interpellanza “la società non risultava nemmeno proprietaria dei terreni da urbanizzare, con conseguente rischio assoluto di insolvenza. Tant’è che alla firma della convenzione in comune, registrata all’Agenzia delle entrate il 31 luglio del 2013, si presentano due società: la Ecovillage e la Ecovillage Tre”. Quest’ultima, reale proprietaria della stragrande maggioranza dei terreni da edificare, fatta eccezione di circa 5 ettari, ceduti a titolo gratuito al comune. Per entrambe, alla firma dell’atto, l’amministratore è unico. Particolare che fa passare sotto silenzio la presenza della seconda società “che non è mai stata legittimata a sottoscrivere atti negoziali di natura edilizia o urbanistica, in quanto estranea alle iniziative che hanno determinato l’adozione da parte della Regione Lazio del programma per lo sviluppo integrato”.

CATTIVA IDEA Fatto sta che della Ecovillage Tre si perdono le tracce. Denuncia Sinistra Italiana: “Oggi nell’operazione è coinvolta Idea Fimit”, partecipata al 29 per cento dall’Inps, al 64,3 dalla De Agostini Group e per il restante 5,97 in mano all’Enasarco. “Dal sito ufficiale della società risulta che la stessa è attiva dal 2015 sul progetto Ecovillage e che avrebbe acquistato l’area”. In realtà, già nel 2013, era stato proprio ilfattoquotidiano.it a rivelare che l’allora presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, “caldeggiava con una certa insistenza” l’ingresso dell’Istituto nell’affare immobiliare ‘Divino Amore’, a fianco del costruttore Luca Parnasi. Come? “Allora si parlò della permuta di un palazzo di proprietà dell’ente in via Pianciani a Roma con una quota del progetto Ecovillage”, dice Scotto. “In tutto 65 milioni di euro, nonostante il palazzo ne valesse 70. In quell’occasione, perplessità furono manifestate persino da alcuni esponenti dei vertici dell’Inps che parlarono di ‘elevati profili di rischio’ dell’intera operazione”. Che, a detta per esempio dell’allora direttore generale dell’Istituto, risultava di esito incerto considerato “il periodo di crisi e le non poche difficoltà nella commercializzazione”. Parole rimaste lettera morta.

“Che l’Inps, attraverso Idea Fimit, sia coinvolto nell’urbanizzazione del ‘Divino Amore’ è ormai praticamente certo”, aggiunge Scotto. Idea Fimit comunicandolo in via ufficiale al comune di Marino e alla soprintendenza archeologica del Lazio “lo scorso marzo ha dato inizio ai lavori di bonifica dei terreni”. Praticamente, “il primo passo per il via alle opere edilizie e, a quanto ci risulta, la ditta appaltatrice è la Parsitalia Generale Contractor srl”.

POLETTI IN AULA Conclusione del capogruppo Scotto: “Il ministro Poletti dovrà venire in Aula a spiegarci cosa c’entra l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale con tutto questo e soprattutto dovrà spiegarlo ai cittadini. Quest’operazione è assai poco chiara”. Sul piano economico, ma anche su quello ambientale. Davanti al Tar del Lazio pendono diversi ricorsi per la sospensione in via cautelare di ogni attività urbanistica ed edilizia nell’area. A quelli del comitato di cittadini ‘Argine Divino Amore’ e di alcune associazioni ambientaliste, si è aggiunto il ricorso della Città Metropolitana di Roma Capitale. “Che l’Inps sia coinvolto in questa speculazione immobiliare”, si lamenta Scotto, “è veramente fuori da ogni logica”.