E’ la Città dell’Altra Economia a Testaccio ad ospitare il primo confronto pubblico tra candidati sindaci a Roma, organizzato da blogger capitolini che si occupano dei tanti disservizi della Capitale. Sono presenti Stefano Fassina (SI), Virginia Raggi (M5S), Roberto Giachetti (Pd), disertano l’evento invece Giorgia Meloni (FdI) e Alfio Marchini (Lista Marchini). In tema di corruzione Roberto Giachetti candidato sindaco del Pd spiega la sua ricetta: “E’ la trasparenza, dobbiamo trasformare il Campidoglio in una campana di vetro, bene la rotazione voluta da Alfonso Sabella (ex assessore alla legalità ndr), ma gli open data, gli atti ed ogni procedimento pubblico devono essere ben visibili e conoscibili dai cittadini sul sito”. “La rotazione è stata fatta a metà, un palliativo, non serve soltanto la rotazione territoriale, ma anche funzionale dei dirigenti, le leggi ci sono vanno applicate – replica Virginia Raggi, candidato sindaco de il M5s -, noi in questi tre anni di consiliatura abbiamo proposto diverse volte di rendere gli atti trasparenti sul sito ormai diventato troppo obsoleto, ma abbiamo trovato sempre porte chiuse, mi fa piacere sentire il candidato del Pd parlare di open data, controllo, legalità, ma se questa è la linea politica di un partito dovrebbe essere perseguita sempre indipendentemente dal chi si fa portavoce in quel momento”. Sul tema delle affissioni abusive la candidata sindaco a 5 stelle ne approfitta per lanciare un’altra stoccata al suo avversario: “A proposito di legalità il Pd pagasse i 170 mila di euro di debito che ha con Roma per la sua sede a via dei Giubbonari”. Il candidato dem replica: “Se fossi sindaco, pagherei il dovuto e restituirei l’immobile”. E dopo aver sposato in pieno le decisioni dell’ex assessore alla legalità Alfonso Sabella ad Ostia e in Campidoglio, il parlamentare Pd si attribuisce meriti per la chiusura della discarica di Malagrotta, frasi che suscitano polemiche e un brusio tra il pubblico. “E’ merito di Marino” qualcuno gli ricorda in sala. “Merito di Marino e Zingaretti”, ribatte Giachetti. I tre candidati però sono tutti concordi su una scelta, non ci sarà nessun assessore alla legalità, perché deve essere insita a prescindere nell’amministrazione comunale