La Rai ha chiuso il 2015 con una perdita di 25,6 milioni di euro, in diminuzione rispetto al rosso di 175,8 milioni del 2014. I ricavi ammontano complessivamente a 2,49 miliardi di euro contro i 2,48 miliardi del 2014 e sono costituiti da canoni per 1,6 miliardi, da pubblicità per 658,8 milioni e da altri ricavi per 196,8 milioni. I ricavi da canone sono saliti di 49,4 milioni in seguito ai “provvedimenti legislativi intervenuti in materia nel corso del 2014 e del 2015”. Partirà invece solo da luglio la raccolta del tributo attraverso le bollette elettriche.

I ricavi pubblicitari si riducono per circa quasi 15 milioni di euro. Senza tener conto dei ricavi legati ai grandi eventi sportivi che avevano caratterizzato l’esercizio 2014 la performance nel segmento televisivo (+2,5%) è risultata superiore a quella del mercato (+0,7%). I costi operativi si riducono di 107,6 milioni di euro (-5,2%), passando da 2 miliardi a 1,9, “in gran parte per l’assenza negli anni dispari di grandi eventi sportivi” il cui impatto nel 2014 è stato pari a 94,6 milioni.

Per effetto della riduzione di ammortamenti e svalutazioni, il risultato operativo consolidato è migliorato di 141,2 milioni di euro. A livello di risultato netto cresce a 150,2 milioni di euro, anche per effetto della riduzione degli interessi passivi grazie all’emissione, nel 2015, di un prestito obbligazionario. La posizione finanziaria netta di gruppo si attesta a -362,4 milioni. Il bilancio d’esercizio 2015 della capogruppo si chiude con una perdita di 46 milioni.