Dai palazzi di giustizia a quelli della politica il passo è decisamente breve. E l’ultima inchiesta giudiziaria che ha travolto il Partito democratico con l’arresto del sindaco di Lodi Simone Uggetti finito in manette con l’accusa di turbativa d’asta è già diventato un caso politico. Con le dichiarazioni del verdiniano di ferro Vincenzo D’Anna, erettosi a strenuo difensore del Pd, a buttare benzina sul fuoco. “Credo proprio che sia in atto un’offensiva della magistratura contro Renzi e il governo”, ha detto ad Affaritaliani.it il senatore del gruppo Ala. Continuando ad alimentare confusione (e in molti casi anche irritazione) sui rapporti tra la componente parlamentare che fa capo all’ex plenipotenziario di Silvio Berlusconi, Denis Verdini, e lo stesso Partito democratico. All’interno del quale più di qualcuno lamenta sottovoce, nei corridoi del Transatlantico di Montecitorio, la ormai sempre più palese organicità dei verdiniani alla maggioranza che sostiene l’esecutivo.

MALEDETTA ALA – Dai banchi della minoranza dem non nasconde, del resto, tutto il suo disappunto il bersaniano Miguel Gotor.  “Non è in atto un’offensiva della magistratura contro Renzi, ma piuttosto un’offensiva dei verdiniani contro il Pd, che denunciamo da tempo e quotidianamente – accusa il senatore della minoranza dem parlando con ilfattoquotidiano.it –. E non esiste alcun disegno oscuro o complotto da parte della magistratura: c’è, invece, un problema di corruzione nella politica e nella società italiane e di anticorpi che si sono fatti sempre più evanescenti”. Una malattia della quale Gotor indica anche la causa scatenante. “Questo sta avvenendo troppo spesso e troppo rapidamente perché si è affermata l’idea che per vincere ‘valetudo’ e che non bisogna essere schifiltosi perché altrimenti si finisce per perdere – prosegue l’esponente della sinistra Pd –. Così facendo si creano le premesse, anche culturali, per l’affermarsi del trasformismo e per la crescita della corruzione”. Insomma, si ripropone il nodo irrisolto della questione morale. Che “non va solo evocata, ma praticata a partire dal suo principale significato originario di Berlinguer”, aggiunge Gotor. “Bisogna separare il più possibile le cariche istituzionali dagli incarichi di partito a ogni livello – conclude indicando la cura per debellare il virus – perché questa sovrapposizione, che viene da lontano e crea un’indebita commistione tra i due ambiti, è all’origine di tanti mali italiani”.

PD CONTRO PD – E se il collega (autosospeso dal Pd) Felice Casson archivia in due parole le dichiarazioni di D’Anna (“Non merita nessun commento”), anche tra i renziani l’intemerata contro le toghe del senatore verdiniano non sembra piaciuta più di tanto. “Per il Pd parla il Pd, non lasciamo che altre forze politiche, che esprimono una posizione legittima ma che è pur sempre la loro, parlino per noi”, taglia corto Alessia Morani. Che aggiunge: “Non credo che sia in corso un attacco della magistratura contro Renzi né alla suggestione delle inchieste ad orologeria – spiega la deputata renziana del Partito democratico –. Ma sono convinta, che Uggetti saprà provare la propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati”. No comment, invece, sulle parole di D’Anna da parte del presidente della commissione Attività produttive di Montecitorio Guglielmo Epifani. “Ho conosciuto Uggetti e mi è sembrata una brava persona – assicura l’ex leader della Cgil ed ex segretario del Pd –. La magistratura faccia il suo lavoro”. Una tesi, quella dell’attacco delle toghe nei confronti di Renzi e del governo bocciata anche dal presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci. Che sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il sindaco di Lodi è lapidario. “Si facciano i processi e si facciano presto – esorta l’ex numero uno di Legambiente –. Mi auguro che i magistrati abbiano in mano elementi consistenti a sostegno delle loro accuse”.

DEMOLIZIONE DEMOCRATICA – Tra le file della minoranza dem, anche Davide Zoggia non fa mistero del suo disappunto. “Il Pd non ha bisogno dell’intervento di Ala, voglio augurarmi che il partito sia in grado di difendersi da solo – si sfoga rifiutando la difesa d’ufficio dei verdiniani –. Ciò detto, credo sia comunque sbagliato parlare di attacco della magistratura: siamo garantisti e aspettiamo gli esiti delle indagini augurandoci che le cose vadano per il meglio”. Ma Zoggia va oltre e invita il Pd a mettere dei paletti nei rapporti con l’Ala verdiniana. “Parole come ‘attacco’ riferite alla magistratura non dovrebbero far parte del vocabolario del nostro partito – aggiunge –. E le dichiarazioni di D’Anna sono un’ulteriore prova della distanza che il Pd dovrebbe tenere da Ala”. Come pure, allargando il discorso, la questione del sostegno che i verdiniani si apprestano a dare alle liste dem alle prossime amministrative. “E’ vero che si tratta di elezioni locali, ma rischia di trascinarsi dietro anche tematiche di carattere nazionale – avverte Zoggia –. Un conto è incassare voti dell’elettorato deluso del centrodestra, altro invece è fare accordi organici con un movimento come Ala: siamo in molti a considerarlo un errore all’interno del Pd e ci batteremo per correggerlo”. Dalla Camera al Senato, l’ex candidata alla segreteria del Pd, Laura Puppato, prova a fare un ragionamento diverso. “Premesso che stiamo parlando di 10 mila euro nell’ambito di una vicenda che sembrerebbe frutto più di un errore che di un reato, non farei di tutta l’erba un fascio – spiega la parlamentare dem –. Non vedo un disegno contro Renzi e non voglio neppure vederlo: se ci fosse sarebbe spaventoso”. Tirando le somme la Puppato sottolinea un paradosso. “Siamo davanti ad una situazione nella quale – conclude – più che la demolizione di Renzi il vero rischio mi sembra la demolizione del Pd”.

Twitter: @Antonio_Pitoni