Prince era malato di Aids e attendeva la morte da un momento all’altro. La rivelazione choc arriva dal settimanale statunitense National Enquirer, poi amplificata nelle ultime ore da tutti i tabloid anglosassoni. L’autore di Purple Rain morto all’improvviso il 21 aprile 2016 a 57 anni mentre si trovava a Paisley Park Estate, la sua residenza in Minnesota dove aveva il suo studio di registrazione, secondo un testimone del mondo musicale rintracciato dal giornale scandalistico Usa, aveva compreso dell’aggravarsi della malattia da circa sei mesi. La fonte citata dall’Enquirer ha spiegato che il cantante aveva contratto l’HIV negli anni novanta, ma solo recentemente la situazione era drasticamente peggiorata. Prince, che come si è scoperto nei dettagli negli ultimi giorni era un fervente testimone di Geova, avrebbe rifiutato il trattamento farmacologico perché credeva di poter essere curato “con la preghiera”.

Al momento della morte pesava 80 libbre (36 chili ndr) e si stava preparando alla morte da un po’”, ha riportato l’Enquirer attraverso la fonte anonima. “I medici hanno detto che negli ultimi giorni Prince aveva un emocromo insolitamente basso e che la sua temperatura corporea era scesa pericolosamente al di sotto dei normali 98,6 gradi Fahrenheit fino a 94 gradi (da 36,7 a 34,4 ndr). Aveva una grossa carenza di ferro, era molto debole e spesso disorientato. Raramente mangiava e quando lo faceva vomitava tutto”. Nessuno sembra essere riuscito a fermarlo nell’intento che soltanto la preghiera e la fede l’avrebbe aiutato: “Solo Dio può curarmi”, avrebbe detto Prince agli amici che gli stavano attorno. Sempre secondo la fonte dell’Enquirer il cantante negli ultimi tempi aveva “un viso giallastro, la pelle del collo cadente e la punta delle dita delle mani color giallo-brunastro”.

Il giorno dopo la sua morte Prince è stato cremato in una cerimonia privata alla presenza di soli tre membri della famiglia tra cui la sorella Tyka Nelson. L’autopsia sul corpo del cantante di Minneapolis richiederà, a quanto detto dalle autorità, diverse settimane. Nel frattempo è stato confermato che l’atterraggio d’emergenza del jet privato del cantante il 15 aprile scorso per un ricovero d’’urgenza non fu dovuto ad una “brutta influenza”, come aveva affermato il manager, ma da un’overdose di oppiacei, nella fattispecie il Percocet, usato per un dolore all’anca. Sempre sui tabloid britannici negli ultimi giorni si è parlato della mancanza di un testamento lasciato dal cantante, come di una incapacità cronica di gestire le proprie entrate negli anni del successo. Sarà comunque la banca Bremer Trust, come ha voluto il tribunale, l’amministratore speciale che gestirà il patrimonio di Prince che vede tra i possibili eredi la sorella Tyka, con cui il rapporto non era stato di certo tra i migliori, due sorellastre e un fratellastro.