Scontro tra magistratura e politica, all’Auditorium parco della Musica per l’evento ‘A mano disarmata” su mafia e corruzione, Raffaele Cantone, presidente Anac ritorna a parlare del tema che scalda il dibattito pubblico. “Renzi ha detto una cosa molto giusta, una politica seria e autorevole non ha paura di una magistratura seria e autorevole, ma il ruolo della magistratura è anche quello di stimolo, non credo affatto che i magistrati debbano parlare soltanto con le sentenze, uno dei lasciti di Borsellino e Falcone è di aver aperto la strada ai dibattiti nelle scuole”. Alla memoria ritorna una lezione celebre a Bassano del Grappa di Paolo Borsellino: “Un politico è vicino ad un mafioso ma non è stato condannato quindi vuol dire che è onesto? No, una cosa è l’accertamento giudiziario, ci sono gravi sospetti ma non si riesce a identificare con certezza un reato perseguibile, altra cosa l’inaffidabilità del politico, per questo ci sono altri strumenti”. Il capo dell’Anac si ispira a queste parole: “Le leggi non bastano, non possono sostituire le scelte della politica, ci sono tanti impresentabili anche se incensurati e per cui le norme non possono fare nulla. La politica deve fare scelte autonome, agire a prescindere dalle norme, ma una semplice indagine non giustifica la fine di una carriera politica come si può evitare di aspettare una sentenza, valgono entrambi i principi”. Sull’indagine in Campania, il rapporto dei casalesi con Stefano Graziano, presidente del Pd campano, replica: “Ho investigato anni sulla camorra, conosco bene questa realtà, ma prima di commentare vorrei conoscere i fatti” di Irene Buscemi