A tre giorni dalla morte di Gianroberto Casaleggio Luigi Di Maio aveva già detto di essere pronto ad assumersi le responsabilità di una leadership. E alla domanda chi sarà la guida del Movimento 5 Stelle il vice presidente della Camera risponde nuovamente parlando a Che tempo che fa di Fabio Fazio. “Io candidato premier del M5S? Deve chiederlo a chi eleggerà il candidato. Quando ci saranno le elezioni politiche, ci sarà una elezione su internet e i nostri elettori eleggeranno il candidato premier del M5S”.

Dopo il lutto il futuro del Movimento 5 stelle basato sulla democrazia informatica inventata e gestita da Casaleggio non sarà affidato per via ereditaria al figlio Davide. “Questo lo dicono i nostri detrattori, Davide continua la gestione della piattaforma informatica implementata, ma non c’è decisione politica”. Anche se periodicamente i parlamentari a cinque stelle si recano a Milano, in via Morone, sede della Casaleggio e Associati, per coordinarsi sulle attività, come fatto il 18 aprile da Virginia Raggi, candidata sindaco per il M5S alle comunali di Roma.

Del resto “Beppe Grillo è il custode delle regole che ci siamo dati”, aggiunge Di Maio. Quanto all’idea che lui sia il candidato premier pentastellato “decideranno con una votazione sulla piattaforma i M5s, io spero che le elezioni ci siano prima possibile”.

Di Maio, non ancora trentenne, di Pomigliano d’Arco, studi classici e giuridici, il più giovane vicepresidente della Camera della storia della Repubblica, parte con un appello al premier Renzi perché faccia una occasione dei consigli di Piercamillo Davigo, neo presidente dell’Anm che dopo l’elezione non ha mancato di punzecchiare il governo sui temi pià importanti della giustizia. “Votiamo insieme una legge che preveda l’abolizione della prescrizione e agenti sotto copertura per combattere la corruzione. Facciamo tesoro dei consigli di un magistrato che maneggia la legge da 30 anni”.

Di Maio fa sapere che parteciperà alle celebrazioni del 25 aprile e definisce quello degli immigrati “un problema non di frontiere ma di quote”, aggiunge che “se una persona parla bene italiano, conosce la nostra cultura ed è in Italia ha diritto di essere cittadino italiano”. Ma non solo si dice favorevole all’introduzione del vincolo di mandato e ricorda: “Da tre anni, da vicepresidente della Camera, non ho mai mancato di rispetto alla istituzione che rappresento, ce l’ho con chi l’ha utilizzata a fin di male”.

Suggerisce anche di prendere altrove le “buone idee”, come la buona abitudine appena osservata a Londra di istituire commissioni sulle leggi dopo due anni, per vedere se funzionano”.  Garantista per i cittadini ma non per chi è in politica, dice che “chi ha responsabilità non deve aspettare le sentenze“. Quanto all’estrema destra che ha vinto in Austria afferma con misura “li conosceremo e vedremo che partito sono, da noi gli M5s hanno impedito che salissero gli estremismi”. Una riflessione che è stata più volte ripetuta da Grillo.

Quanto al premier attuale, Matteo Renzi, afferma: “Le cose buone le votiamo insieme, ma abbiamo due idee diverse di paese. La sua è legata a questa legislatura e al voto nel 2017, noi ragioniamo oltre le scadenze elettorale, progettiamo fino al 2050”.