Si chiama Lo scherzo di Dio (Laboratori di Provincia/Full Heads), il nuovo album dei Letti Sfatti. “Ci siamo immaginati di alzarci una mattina – spiega il cantante Jennà Romano – e scoprire un mondo perfetto senza guerre, senza più bambini sofferenti, ma poi ci siamo resi conto che se ci fosse un giorno così sarebbe solo uno scherzo che Dio farebbe al mondo.” Registrato interamente con strumenti inventati, come la kitchen drums, praticamente una batteria di pentole, il disco è stato anticipato dal potente singolo, Andare e non pensare, feat. Francesco Tricarico.

In Brilla una stella invece si può sentire la voce e la chitarra di Fausto Mesolella (Avion Travel). Un disco che è un viaggio malinconico tra rock e poesia. Ed è quest’ultima l’unica via d’uscita da un mondo nero come la copertina del disco, perché come cantano nella bellissima Di un vero amore: “Non c’è niente di più vero di tutto ciò che muore e non c’è niente di più eterno della fine di un amore”. I Letti Sfatti, Jenna Romano (voce e chitarra) e Mirko Del Gaudio (batteria), nella loro ricerca di suoni e parole perdute si confermano tra le migliori rock band italiane. Un disco da ascoltare e riascoltare.

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Come nasce la collaborazione con Tricarico?
Con Francesco ci siamo conosciuti a uno showcase del nostro precedente disco. Lui era tra il pubblico dopo ci siamo parlati, ci simo piaciuti e ci siamo ripromessi di fare qualcosa insieme. Abbiamo cominciato con dei live, poi è venuto a trovarci in studio mentre registravamo il disco nuovo e quando ha ascoltato, Andare e non pensare, ci ha detto: lo posso cantare anche io? Naturalmente ne siamo stati contenti.

Per questo disco avete inventato la kitchen drums, com’è nata questa nuova batteria?
Dopo la scelta di Roberto (bassista) di trasferirsi a più di 1000 Km di distanza da noi, non avevamo voglia di sostituirlo così ci siamo messi a sperimentare sonorità e strumenti che ci permettessero di suonare in due. Abbiamo così costruito una batteria con attrezzi da cucina. Siamo partiti col sostituire la cassa con un pentolone per farci pomodori e poi man mano è nata la kitchen drums, praticamente la batteria di pentole.

Live invece come riuscite a mantenere, in due, un intero concerto?
Per i live mi sono dovuto inventare nuovi strumenti a corde che fossero nello stesso tempo chitarra e basso. Ho una chitarra acustica che con un sistema elettronico mi permette di avere sulle due corde più basse della chitarra il suono del basso. Poi modificato un basso degli anni ’60 facendolo diventare il Bassotres uno strumento a metà tra il basso e il tres cubano, ma con l’accordatura di un violino. Abbiamo dovuto fare in definitiva di necessità virtù, ma siamo molto contenti del risultato.

In una canzone dici “la verità è l’unica cosa che non ha bisogno di pratica” cosa intendi?
La verità nel senso di essere veri non è qualcosa che impari man mano e non è qualcosa che migliori con la pratica. Essere veri è un fatto cromosomico, che puoi anche perdere col tempo e con le vicissitudini della vita, ma certo non è qualcosa che acquisisci con la pratica.