Questa è proprio bella! Tocca proprio spiegarvi tutto, partire dai fondamentali. La foto del principino George che incontra in veste da camera il presidente Obama sta facendo il giro del mondo. Viralissima, grazie ai social, come del resto spesso capita quando c’è di mezzo il futuro Principe di Galles. E fioriscono ovunque meme. “Deve essere la prima volta che vedeva uno di colore”. “Chi è questo povero?” (le battutine sui poveri si sprecano, quando si tratta del figliolo di Willy e Kate). Insomma, cliché, che in quanto cliché ormai non ci strappano che un mezzo sorriso, tipo quelli finti che facciamo con gli emoticon mentre magari siamo serissimi davanti al pc.

La realtà è che però non ci avete capito niente, ma niente davvero. Per vostra fortuna, però, ci siamo qui noi a spiegarvi come stanno realmente le cose. A dirvi tutta la verità, anche se dolorosa. Piccolo passo indietro, o a lato, fate voi. Non passa giorno che, sempre sui social, o più in generale in rete, non scatti un allarme complotto.
Avete presente, no? Muore un personaggio famoso all’improvviso? Ecco che parte la gara a dire come sia in realtà stato ucciso da un non meglio precisato gruppo o movimento segreto, al solo scopo di eliminare una figura scomoda, perché magari in passato gli è sfuggita una protesta o una battuta su un qualche altro potente. C’è un terremoto in un angolo del mondo? Ecco che partono le catene di sant’Antonio per dire che, in realtà, c’è dietro un governo che vuole eliminare la popolazione locale per impossessarsi delle riserve di petrolio che si trovano nel sottosuolo di quel paese. Insomma, complottismo allo stato puro.

Perché vi dico questo in didascalia della foto del principino George che, in accappatoio, riceve il presidente Obama? Semplice, perché stavolta davvero ci sarebbe da scattare in piedi sulla sedia e urlare, invece siete tutti lì a sorridere coccolosi tipo di pinguini di Madagascar, inconsapevoli che ve la stanno facendo sotto gli occhi. Primo, visto che la foto è stata scattata a Kensington Palace, e non in camera nostra, il principino George non è in accappatoio, come erroneamente riportato dalla stampa inglese, in primis. Si tratta di una vestaglia da camera, cavoli, quello è il futuro principe di Galles, mica un volgare borghese. Arriva un ospite, anche fosse Obama, e ti presenti in pigiama? No problem, ti infili una comoda vestaglia da camera e lo ricevi. Non a caso, oggi, in tutto il mondo c’è il boom di quelle specifiche vestaglie, di colpo diventate di moda. Funziona così, sono ricchissimi e diventano ancora più ricchi per il nostro pecoreccio ammirarli.

Ma la vera notizia non è tanto che quello non è un accappatoio ma una vestaglia, quanto che quello non è il principino George. Esatto, avete letto bene. E non si tratta neanche del più classico sosia, magari un nano usato dalla corona per difendere gli eredi di Windsor. No, nella più clamorosa operazione mondiale si tratta di un robottino praticamente perfetto per aspetto e modi incaricato di rappresentare il piccolo erede della regina Elisabetta, proprio ieri lì a festeggiare i Novant’anni. Regina, parliamone. Perché anche lei è un robot, chiaramente, altrimenti come diavolo potete pensare che sia lì, a novant’anni, a posare davanti i fotografi in completini improbabili? Mica è un highlander: sarebbe dovuta invecchiare, no?

Sì, sin dai tempi della Regina Madre, Vittoria, la famiglia reale inglese è stata sostituita da dei robot, robot che col tempo sono diventati sempre più perfetti, addirittura meglio degli originali. Mica è un caso, del resto, che la branca della fantascienza che proprio intorno al mondo reale inglese sia prosperata, il cosiddetto Steampunk, da sempre tenuto un po’ sottotraccia per non instillare nella massa il dubbio che, in effetti, si tratti del più clamoroso caso di sostitizione dai tempi dell’Invasione degli Ultracorpi. Solo che quello era un film, mentre questa è la realtà.

Tutti i reali inglesi sono da tempo stati sostituiti da robot (si dice che anche Paul Mc Cartney, che non è un reale ma è pur sempre un baronetto, sia stato sostituito da un robot, altroché sosia). Chiaramente gli ingegneri che hanno lavorato al tutto, poi rinchiusi in una torre di Buckingham Palace col loro segreto, hanno dovuto affinare la propria arte. Ben lo si capisce vedendo il Principe Carlo, venuto un po’ bruttino, e anche lo stesso William, venuto direttamente come un sessantenne anche se ben più giovane. A vederlo lì di fianco a Obama, va detto, sembra il nonno. Quindi voi continuate pure a sorridere guardando il piccolo principe George in accappatoio, e a gridare al complotto alla prossima rockstar trovata morta misteriosamente, ma almeno fatelo con la consapevolezza che la realtà era lì sotto gli occhi di tutti, solo molto più carina e coccolosa di come ce la immaginavamo.