Arriviamo a Bolzano dopo una giornata di viaggio in treno in provenienza da Strasburgo e dopo meno di mezz’ora siamo a Gargazzone, nel cuore dell’Alto Adige, che ci accoglie con distese di meli in fiore a perdita d’occhio. Posate le valigie al maso, vista l’ora, ci rechiamo nei dintorni attivando il radar culinario che ci fa varcare le porte di Theiner’s Garten Bio Vital per una cena biologica e locale

secpic-panorama2-DSC_4589Al risveglio l’indomani i nostri sensi sono sollecitati dalla natura che ci circonda, tra i filari di meli in fiore illuminati dal sole e le montagne circostanti. Dopo una gustosa colazione a base di prodotti genuini del maso, come le confetture e il succo di mela fresco, siamo pronti per scoprire la val d’Adige in bici. Il caldo sole e il cielo senza nuvole ci invogliano a pedalare , la comodissima pista ciclabile lungo l’Adige si fa percorrere senza sforzi approfittando dei paesaggi e dell’odore dei fiori di melo e di primavera.

Prendiamo la direzione sud, verso Bolzano, passando accanto a paesi come Vilpiano e Terlano e dopo circa 10 km lasciamo la ciclabile, attraversando i binari e addentrandoci nel paese di Settequerce dove posiamo le bici e ci fermiamo in una tipica locanda Sudtirolese a conduzione familiare, Patauner, che offre ai suoi ospiti la cucina tradizionale locale. Ricaricate le batterie risaliamo nel senso inverso, incrociando lungo il percorso, centinaia di persone in bici di tutte le età, tra famiglie con bambini, coppie e sportivi.

AD4Posate le bici, continuiamo il nostro itinerario altoatesino in direzione Merano e quando siamo alle porte della città, a Marlengo, ci fermiamo incuriositi dal brulicare di migliaia di api attorno ad alveari immersi nel verde. Qui facciamo conoscenza con Georg del maso Platterhof, che produce miele circondato da una natura rigogliosa, tra vigneti, meleti, palme ed ulivi, che riescono a crescere nel clima mite di questa zona ma che proprio non ci si aspetta nella regione più a nord d’Italia.

AD2Salutate le api, in pochi minuti siamo a Merano che ci colpisce subito sia per il tanto verde presente che per l’architettura originale. L’elegante via dei portici e le case con le finestre ad arco (anche note come bovindi, dall’inglese “bow window”) sono molto suggestive. Passiamo sotto il campanile alto ben 83 metri del Duomo, emblema della città antica e proseguiamo verso il fiume Passirio, meta prediletta di tanti meranesi e turisti che, come noi, approfittano di una giornata primaverile calda e soleggiata per abbronzarsi su una delle tante terrazze dei bar o sulla sponda del fiume con i bambini che si divertono a giocare nell’acqua.

Le montagne ancora parzialmente innevate sullo sfondo incorniciano il tutto e fanno da contrasto all’atmosfera primaverile e rilassata riassumendo al meglio l’essenza di questa regione. Ci immergiamo nell’atmosfera serena della città lungo la passeggiata d’estate e poi quella d’inverno incontrando sulla nostra strada la Kurhaus, perfetto esempio di architettura in stile liberty del secolo scorso. Per cena, la bussola gastronomica ci porta nelle adiacenze della porta Bolzano, da Sigmud, il cui menu propone una vasta scelta di prodotti locali. Il giorno seguente la nostra escursione alla scoperta dell’Alto Adige prosegue tra i vigneti di Appiano sulla strada del vino, qui passeggiamo tra le colline verdeggianti tra le quali si intravedono numerosi castelli e fortezze.
Verso ora di pranzo, seguendo i consigli del gps culinario, risaliamo la Val d’Adige in direzione Merano per raggiungere le alture di Scena, dove alla fine di una stradina di montagna fa capolino lo Zmailer-Hof, osteria contadina con un “Gallo Rosso” ben in mostra (simbolo dell’associazione creata da agricoltori e coltivatori diretti che raggruppa masi e osterie contadine alto atesine). Il sole continua ad accompagnarci e ne approfittiamo senza moderazione sulla terrazza godendoci la vista eccezionale sulla valle e le montagne sorseggiando un succo di ribes rigorosamente fatto in casa. 

AD3Il sole, i piatti caserecci tipici della cucina locale e l’atmosfera incontaminata ci danno la carica per ripartire e scoprire un altro alimento famoso di queste parti: l’asparago. Per conoscerlo da vicino niente di meglio che una sosta nel triangolo degli asparagi, tra Terlano, Vilpiano e Settequerce dove i campi di asparagi interrompono di tanto in tanto, le distese di meleti in fiore.
Accanto alla Cantina di Terlano è possibile comprarne, scegliendo tra varietà diverse. Qui Alexander ci illustra da vicino le fasi della coltivazione e raccolta dell’Asparago Margarete (dal nome della contessa del Tirolo che abitava qui) oltre a svelarci tutti i segreti di questo prelibato alimento già noto dall’antichità per le sue virtù medicinali.
Tutti questi asparagi ci mettono appetito, andiamo così in cerca di un “RistoAsparago”, ristorante specializzato nella preparazione di piatti a base di asparagi come lo Sparerhof, dove possiamo degustare Margarete con un risotto ai semi di canapa ed apprezzarne bontà e freschezza.

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Dove dormire: Sandwiesen-Hof, un maso che oltre ad essere circondato dalla natura e offrire prodotti fatti in casa ha anche il pregio di essere una Casa Clima, costruito cioè secondo la logica del risparmio e dell’efficienza energetica. Prossima tappa: Tirolo austriaco.