“Delle beghe interne al centrodestra mi sono rotto le palle. Giorgia Meloni è un candidato vincente e dopo il 20 giugno il centrodestra cambierà passo”. Così Matteo Salvini all’inaugurazione della sede romana di ‘Noi con Salvini’ a piazzale Flaminio, torna sull’infinita querelle che ruota intorno alla coalizione che si contrappone a Pd e M5S per la corsa a sindaco di Roma. Poi Salvini risponde in modo impreciso sull’impegno chiesto dai giornalisti, durante la conferenza stampa, se intende presentare le liste elettorali al vaglio preventivo della commissione Antimafia, così come fatto dal democratico Roberto Giachetti: “Andremo tutti in processione da Cantone” (Presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, ndr) e poi andremo a chiedere anche il certificato all’Onu“. Infine, dopo il taglio del nastro accanto ad Irene Pivetti, capolista di ‘Noi con Salvini’ a Roma, sale a bordo della sua macchina insieme alla scorta e straccia un rosso facendosi insultare dai pedoni  di Manolo Lanaro