Sono passati 400 anni dalla morte, ma la sua opera non conosce età: oggi, dopo che i registi dell’epoca moderna hanno riadattato i suoi più bei canovacci in film per il grande schermo, la Fondazione Cineteca Italiana dedica alla memoria di William Shakespeare, morto nel 1616, la rassegna cinematografica “William Shakespeare on screen”.

Diciassette film, diretti da registi del calibro di Franco Zeffirelli, Orson Wells e Michael Radford, che la Fondazione ha deciso di proiettare in due sedi cinematografiche “storiche” del capoluogo meneghino: lo Spazio Oberdan e la biblioteca Sormani. Ma mentre allo spazio di piazza Oberdan la rassegna, dal 23 aprile al 6 maggio, proietterà dieci film tratti da tragedie shakespeariane, alla biblioteca di via Sormani, dal 7 al 28 maggio, sette titoli in calendario saranno la trasposizione sullo schermo di altrettante commedie firmate dal bardo di Stratford-upon-Avon.

Sarà così possibile vedere grandi classici come Macbeth di Orson Welles e Amleto di Laurence Olivier, entrambi del 1948, Romeo e Giulietta con Olivia Hussey e La bisbetica domata di Franco Zeffirelli o Otello di Carmelo Bene. Quest’ultimo venne registrato dalla Rai nel 1979, ma per problemi produttivi lo spettacolo non fu montato e non andò mai in onda: solo vent’anni dopo la Rai ha recuperato il girato e le indicazioni di montaggio di Bene, che è più volte intervenuto chiedendo cambiamenti drastici nel montaggio e un restauro dell’audio, del video e del colore.

Più recenti sono invece Macbeth di Justin Kurzel, datato 2016 e interpretato da Michael Fassbender, Titus di Julie Taymor, del 2000 con Anthony Hopkins e Jessica Lange e Amlet – National Theatre Live, il film dallo spettacolo andato in scena con straordinario successo al National Theatre di Londra nell’autunno 2015 con protagonista Benedict Cumberbatch.