“Il referendum non ha coinvolto la maggioranza degli italiani e ha comportato impegno e costi per tutti. Ora le regioni sistemino i depuratori e riducano le liste d’attesa nella sanità“. A quarantotto ore dal voto sulle trivelle, la ministra Maria Elena Boschi in un’intervista al Corriere della Sera ha commentato così il fallimento della consultazione referendaria. E come Matteo Renzi ha messo in evidenza i costi sostenuti, che però avrebbero potuto essere evitati o almeno ridotti se l’esecutivo avesse deciso di accorpare il referendum con le elezioni amministrative di giugno.

La ministra ha poi attaccato il governatore Pd della Puglia Michele Emiliano, tra i principali sostenitori della consultazione: “Vedo che Emiliano sta impiegando tutta la sua fantasia, però onestamente, la verità dei fatti è questa: si è votato per un referendum che riguardava un argomento specifico e che evidentemente non interessava alla maggioranza degli italiani. Il referendum non ha raggiunto il quorum nemmeno in Puglia, per cui, se dovesse valere il ragionamento di Emiliano, io mi preoccuperei per lui, come presidente di regione, visto che non ha il 50 più uno per cento nella sua terra”. E ha concluso: “Comunque questo non era un referendum sul governo, né un referendum politico. Lo abbiamo detto dall’inizio. Se adesso le regioni promotrici si occupassero di sistemare i depuratori e ridurre le liste d’attesa nella sanità penso che saremmo tutti più felici”.

Sul fatto che i referendari dicono che il governo deve tenere conto dei 13 milioni dei “Sì”, Boschi ha replicato: “È stato lo stesso Renzi a dire che si riparte tutti insieme tenendo conto anche degli italiani che hanno votato per il “sì” e credo che questo possa essere uno stimolo per noi per fare ancora di più in tema di strategia energetica sulle fonti alternative, domenica però non si votava su questo tema”. E ha aggiunto: “Io il quesito l’ho interpretato così: volete o non volete continuare a garantire undicimila posti di lavoro?”

Sul “ciaone” scritto dal deputato Ernesto carbone su Twitter per canzonare i sostenitori del referendum, Boschi ha commentato: “Poteva essere evitato? Certo. Ma che quelli del vaffa day o chi ci ha definito venditori di pentole adesso facciano gli istituzionali e si scandalizzino per un ‘ciaone’ la dice lunga”. Infine sul referendum istituzionale di ottobre, la ministra ha concluso: “Nel Pd non cacceremo nessuno, ma sarebbe singolare se non ci fosse impegno a vincere da parte di chi ha votato il ddl. Gli altri tutti contro: sarà bello vedere insieme Salvini, Grillo e Vendola“.