“Lo scopo del concorso è quello di essere il più triviale e offensivo possible nei confronti di Recep Erdogan”. Con queste parole l’editorialista dello Spectator, Douglas Murray, ha lanciato sulla versione on line del quotidiano britannico un concorso per premiare la poesia più offensiva nei confronti del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

L’annuncio è una chiara risposta al “Satiragate” della Germania, che è costato il processo al comico Jan Boehmermann, denunciato del presidente turco per avere letto una poesia satirica rivolta proprio a Erdogan: nel suo articolo, Douglas Murray invita i lettori a partecipare con i loro componimenti, privilegiando le offese personali a Erdogan rispetto a quelle politiche e precisando che dal concorso saranno escluse le poesie “non oscene o non diffamatorie”.

In un primo momento il giornalista aveva annunciato che, in mancanza di sponsor, non ci sarebbe stato alcun premio e, anzi, aveva specificato che “se c’è qualcuno là fuori che seriamente preferisce una scatola di Ferrero Rocher, di Turkish Delight o qualsiasi altra cosa, allora non voglio che questa persone prendano parte alla competizione”, ma in un secondo momento ha annunciato la donazione, da parte di un privato, di 1000 sterline (1200 euro), messe a disposizione del vincitore.

A inaugurare il concorso è stato lo stesso Murray, che ha già pubblicato la sua poesia: il vincitore verrà proclamato entro il 23 giugno, data del referendum sulla Brexit, “perché – ha scritto Murray – dopo quel momento potremmo non essere in grado di annunciarlo”.