“H&M non mantiene le promesse”. Il brand di moda è al centro di una mobilitazione internazionale lanciata dalla campagna Abiti Puliti, dall’International Labor Rights Forum e dallo United Students Against Sweatshops, organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti dei lavoratori. Il tema è quello della sicurezza sul lavoro in Bangladesh: gli attivisti accusano l’azienda di non rispettare gli impegni presi per rendere sicure le fabbriche dei suoi fornitori. Da parte sua, la società spiega di seguire da vicino il piano di interventi di messa in sicurezza e di “riscontrare buoni progressi”.

Nel dettaglio, le associazioni hanno condotto un’analisi sulle misure correttive messe in campo dall’azienda in 32 fabbriche fornitrici di H&M in Bangladesh: il risultato mostra come “ad oggi la maggior parte di queste siano ancora sprovviste di uscite di sicurezza adeguate”. La mobilitazione fa appello a un documento firmato dal brand tre anni fa, l’Accordo per la prevenzione degli incendi e la sicurezza degli edifici in Bangladesh. Dopo il tragico crollo del Rana Plaza, dove morirono 1.138 persone, anche H&M si era impegnata a migliorare le condizioni di lavoro nella sua catena di fornitura. Anche se la società, ci tiene a precisare, non si è mai avvalsa di nessun fornitore che operava all’interno dell’edificio.

Ora, gli attivisti chiedono all’azienda di “concentrarsi su tre interventi fondamentali: la rimozione di blocchi alle uscite di sicurezza, la rimozione delle porte e delle serrande scorrevoli e l’installazione di porte tagliafuoco e recinzioni alle scale”. In particolare, le associazioni ricordano un incendio divampato lo scorso febbraio nella fabbrica Matrix Sweaters Ltd, fornitrice di H&M: “Il report di ispezione della fabbrica realizzato nell’ambito dell’Accordo ha infatti rivelato come H&M abbia mancato diverse scadenze per eliminare i rischi di incendio e rendere la struttura sicura: centinaia di lavoratori hanno rischiato di rimanere bloccati dentro la fabbrica in fiamme”.

E così, gli attivisti hanno promosso una serie di mobilitazioni da qui al 3 maggio, giorno in cui a Solna, in Svezia, si svolgerà l’Annual general meeting di H&M. In Italia sono già previsti alcuni appuntamenti: si inizia da Genova, oggi 17 aprile, al Teatro Altrove. Poi le manifestazioni si sposteranno a Cocconato d’Asti il 25 Aprile, a Milano il 27 Aprile e a Torino il 1 maggio.

Contattata da ilfattoquotidiano.it, l’azienda ricorda che “l’impegno in sostenibilità è sempre stato un elemento fondamentale dell’offerta H&M” e che il codice di condotta aziendale, sottoscritto da ogni fornitore, “prevede rigidi standard e requisiti base”. In merito alle condizioni di sicurezza nelle fabbriche dei fornitori in Bangladesh, H&M spiega che “stiamo seguendo da vicino il piano di interventi previsto dall’Accord on Fire and Bulding Safety e stiamo riscontrando dei buoni progressi. Per accelerare ulteriormente il lavoro, stiamo collaborando con IndustriAll”, organizzazione internazionale di sindacati. L’azienda aggiunge che “siamo in stretto dialogo con i fornitori che stanno procedendo con il lavoro che rimane da fare. In ogni caso, nella nostra catena di fornitura ci sono sempre state le uscite di sicurezza”.