Sono almeno 22 le vittime confermate per la scossa di terremoto di magnitudo 7.3 che ha colpito il sud-ovest del Giappone questa notte. Lo ha annunciato la prefettura di Kumamoto, precisando che il sisma ha provocato oltre mille feriti. Il bilancio dei morti è destinato ad aumentare, fanno sapere le squadre di soccorso che stanno continuando le operazioni di ricerca tra le macerie. Quello di questa notte è stato il secondo terremoto in due giorni, provocando in totale 31 vittime. Il sisma si è verificato intorno alle 01:25 locali (le 18.25 in Italia) ed è stato aggiornato da una magnitudo provvisoria di 7,1 a 7,3, con scosse che hanno colpito ampie zone del sud del Giappone e che hanno innescato un allarme tsunami, successivamente revocato. Sono seguite numerose scosse di assestamento: i media locali hanno riferito anche di un’eruzione “di piccola scala” sul Monte Aso, un grande vulcano attivo in Kumamoto. I terremoti di giovedì e di ieri hanno lasciato al buio circa 200mila famiglie nella regione. Nella città di Kumamoto si sono spezzate alcune condutture dell’acqua così come in alcune parti della prefettura di Oita, colpendo 680mila famiglie. Decine di persone risultano ancora intrappolate o disperse sotto gli edifici crollati o frane, tra cui 11 studenti universitari intrappolati tra le macerie di quattro edifici crollati a Minamiaso. Il traffico è stato interrotto su alcune superstrade nelle prefetture di Kumamoto e Miyazaki, dove sono state danneggiate anche strade locali. Tutti i voli dall’aeroporto di Kumamoto sono stati annullati. Non sono state riscontrate anomalie nella centrale nucleare di Sendai, l’unico impianto nucleare attivo nella zona