Per la seconda volta in due settimane, la lista del nomi dei Panama Papers, che l’Espresso ha in esclusiva per l’Italia, finisce pubblicata su Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti. E ci finisce di venerdì, lo stesso giorno in cui esce il settimanale, che alla ricerca e alla verifica dei dati sugli intestatari di conti offshore nel paradiso fiscale centroamericano ha lavorato a lungo. “Oggi in edicola 100 nomi #panamapapers”, twitta Lirio Abbate, giornalista del settimanale. “Ma come ha fatto un altro giornale a pubblicare la nostra lista, ha copiato?”. Il Giornale, infatti, pubblica a tutta pagina – e con strillo in bell’evidenza in prima – tutti i 100 nomi della seconda tranche sull’Italia, e non si limita all’anticipazione di alcuni nomi “vip” diffusa ieri dal settimanale (tra gli altri, Silvio Berlusconi e Flavio Briatore). Attribuendoli sì all’Espresso (il che esclude la pur astratta ipotesi che Sallusti li abbia avuti da altre fonti), ma naturalmente a caratteri piccoli e solo nelle pagine interne.

Il punto è che i documenti pubblicati dall’Espresso sono un’esclusiva dell’International Consortium of Investigative Journalists (Icij), di cui l’Espresso è partner in esclusiva per l’Italia. Inoltre, i documenti con nomi e cifre non sono disponibili su carta. L’Icij li fornisce ai soli partner su una piattaforma telematica superprotetta e accessibile a un solo giornalista della testata, che può cambiare la propria password in qualsiasi momento. In più, un pool di giornalisti dell’Espresso provvede a verificare una a una le informazioni, per evitare di incorrere in errori od omonimie. Un lavoro assai impegnativo, sul quale il settimanale ha puntato molto in epoca di difficoltà in edicola per il giornalismo di approfondimento e d’inchiesta. Un investimento che ora rischia di essere seriamente danneggiato dai “Sallustileaks”. “Lista #panamapapers frutto di settimane lavoro di @espressoonline pubblicata oggi da altro giornale. Copiata. Questo sì che è giornalismo”, si sfoga sempre su Twitter un altro giornalsita dell’Espresso impegnato sul fronte dei Panama Papers, Vittorio Malagutti.

Per questo, dopo la prima fuga di notizie della settimana scorsa, alla testata romana stanno cercando di capire in quale fase della lavorazione – fino alla stampa e alla distribuzione in edicola – possa essere avvenuto il furto della lista. Che potrebbe portare anche ad azioni legali.