E’ stato il giorno dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi alla Procura di Potenza che indaga sul petrolio della Basilicata. De Giorgi, capo di stato maggiore della Marina, è indagato per abuso d’ufficio, ha spiegato il suo avvocato, Pietro Nocita, che ai pm lucani ha chiesto di archiviare la posizione dell’ufficiale. L’ammiraglio ha reso dichiarazioni spontanee sulla vicenda del porto di Augusta: l’ipotesi, infatti, è che abbia favorito la nomina del presidente della Port Authority per avvantaggiare Gianluca Gemelli, compagno dell’ex ministro dello Sviluppo Federica Guidi che si è dimessa proprio per il caso Basilicata. Il legale ha spiegato tra l’altro che “è stato prodotto tutto ciò che riguarda il rapporto fra Marina e Porto di Augusta: non c’è nessun atto di concessione o nessun atto della Marina che riguardi un qualche soggetto o una qualche società di quel porto”. De Giorgi con i giornalisti si è invece sfogato chiamando “calunnie di corvi” le accuse contenute in un dossier anonimo recapitato a Procura, Palazzo Chigi e ministero su suoi presunti abusi lungo gli ultimi 15 anni di carriera. “Sarebbe un Paese strano se un capo di una forza di difesa si dimettesse dopo quello che hanno detto i corvi” dice l’ammiraglio.

Intanto tra meno di due mesi l’incarico da capo di stato maggiore scadrà per via della pensione: “Io non so cosa stia pensando il presidente del Consiglio. Io non ho mai pensato a una proroga – dice De Giorgi – perché non mi sembra che sia costume da molto tempo dare proroghe alle scadenze del mandato. Io ho avuto un mandato naturale di tre anni e mezzo e quindi francamente non mi aspetto alcuna proroga e non me la aspettavo prima”.

Secondo De Giorgi “sarebbe un Paese molto strano se a seguito dell’opera di un gruppo di corvi, di diffamatori, un capo di forza armata si dimettesse: sarebbe un precedente assai pericoloso per una nazione che voglia essere democratica”. La diffusione di quelle notizie, insomma, sarebbe avvenuta per spingerlo alle dimissioni. Ma De Giorgi ha ribadito che “la difesa è la difesa dell’istituzione prima ancora che dell’uomo, fermo restando che se io dovessi aver commesso errori ne risponderò nelle sedi opportune”. D’altra parte già nei giorni scorsi la Marina militare aveva pubblicato una lunga nota per smontare punto per punto le accuse – anonime – mosse nei confronti del comandante in capo.

L’alto ufficiale ha presentato a proposito un esposto: “Sono fiducioso che la magistratura individui chi è il corvo e i propalatori di queste notizie che sono false“. Si tratta di un dossier, aggiunge, “già stato fatto circolare anni fa ed è stato già analizzato dall’autorità giudiziaria senza dare esito ad alcun risultato e a nessuna prova di fondatezza: di quelle dichiarazioni onestamente non me ne brucia nessuna. Non saprei proprio quale tipo di credibilità possano avere”.