I top manager del gruppo Volkswagen guadagneranno meno soldi. A renderlo noto è stato proprio il presidente del colosso tedesco, Hans Dieter Posch, specificando che i bonus variabili destinati ai dirigenti relativi al 2015 subiranno tagli significativi. Compreso il suo, visto che gli erano stati promessi 10 milioni di euro come compenso per aver lasciato il più remunerativo incarico di responsabile finanziario del gruppo in favore della carica di presidente.

L’entità della riduzione non è stata specificata, ma le informazioni raccolte dalla Reuters parlano di un 30% di danaro in meno rispetto a quanto stabilito, numero che ovviamente non è stato confermato da Wolfsburg e che anzi, in un primo momento si pensava fosse più alto (50%). L’ufficialità delle cifre si avrà comunque il 28 aprile, quando verrà reso noto il report annuale del gruppo.

I motivi? Innanzitutto il dieselgate. Che ha drenato e drenerà risorse per cause e compensazioni: i 6,7 miliardi di euro stanziati nella seconda parte dello scorso anno probabilmente non saranno sufficienti per fronteggiare la situazione. D’altro canto, dopo quel che è successo, era necessario dare un segnale di discontinuità e rigore.

Pressioni in tal senso erano venute dai sindacati, che in Germania qualcosa ancora contano, ma soprattutto dal Land della Bassa Sassonia. Che possiede il 20% del capitale del gruppo tedesco, e ha due rappresentanti nel supervisory board: proprio dove sono state affrontate le discussioni sui tagli, cui secondo indiscrezioni il management si era inizialmente opposto per poi giungere a più miti consigli.

Anche perché gli emolumenti dei nove super manager a capo dell’azienda nel 2014 ammontavano a ben 70 milioni di euro, su cui i suddetti bonus pesavano per la maggior parte (54 milioni). Praticamente il doppio rispetto ai colleghi di Daimler (37 milioni) e Bmw (35,5 milioni). Di certo, anche con questo ridimensionamento, non sarà un problema arrivare alla fine del mese.