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Se per qualche motivo doveste trovarvi in viale Umbria a Milano, all’interno di un parco circostante vedrete una palazzina in stile Liberty: proprio quella che dà il titolo al nuovo disco degli Officina della Camomilla, progetto nato nel 2008 a opera di Francesco De Leo: “È la zona dove sono cresciuto e ho mosso i primi passi. Uscendo di casa la prima cosa piacevole alla vista è questa palazzina, un tempo adottata da Dario Fo come sede teatrale per i propri spettacoli. Mi sembrava un po’ atipico che in un quartiere moderno fosse rimasta questa costruzione che non c’entra nulla col presente. Quindi ho idealizzato la palazzina quasi come fosse una macchina del tempo che ho sfruttato per raccontare le mie sensazioni nel museo dei miei ricordi dove insceno questi 13 brani composti da canzoni e intermezzi strumentali”.

Il disco è stato concepito sui treni, nei vagoni che attraversano tre Regioni, Liguria, Piemonte e Lombardia,  “il triangolo (industrial) in cui mi trovo spesso nella vita e che ho cercato di codificare in musica con i suoi panorami e paesaggi. È uno spazio a sé, in una dimensione parallela che prosegue. È un porto dei ricordi dove insceno queste mie memorie private. È un diario di viaggio proiettato a livello di spettacolo multimediale all’interno della palazzina liberty che, da luogo di concerti, si trasforma anche in un rave party. La storia è ambientata in un futuro distopico in cui rimane solo la palazzina liberty che non è più splendente come un tempo ma decadente. Come è già accaduto in passato del resto, prima che venisse riqualificata da artisti come Dario Fo negli anni Settanta”.

Si tenta sempre di trovare il degno successore dei grandi autori, e non ci si accorge di quanto si ha già in casa propria: in Palazzina Liberty, il primo album completamente inedito scritto, arrangiato, suonato e prodotto da Francesco De Leo, l’autore è molto ispirato, sia a livello musicale – con un suono molto dark – sia di scrittura, con le influenze di Futurismo e Paroliberismo, in cui le parole che compongono i testi non hanno alcun legame sintattico-grammaticale fra loro e non sono organizzate in frasi e periodi. Lo stile nel cantato ricorda quello dei Verdena, per via della voce effettata, mentre le musiche sono vicine al Krautrock e alla Psichedelia di fine anni 60. “È un disco che va ascoltato dall’inizio alla fine – mette in guardia De Leo – per essere compreso e valutato, poiché le canzoni sono concatenazioni logiche, ed è pensato come un labirinto sonoro dove far smarrire l’ascoltatore. Ogni brano rappresenta una camera o un corridoio, e il disco può essere inteso come un libro, anche come un film o un cortometraggio. Io lo considero abbastanza cinematico, legato a un mondo immaginifico interiore, evocato da queste suite strumentali noise e hardcore. Ho lasciato molto spazio alla musica in questo album, mentre le parole sono centellinate, in alcuni casi in modo ossessivo, come il primo brano Palazzina Liberty”.

Gli Officina della Camomilla sono attualmente in tour, queste sono le prossime date:

giovedì 14 aprile – Roma – Teatro Quirinetta
venerdì 15 aprile – Santa Maria a Vico (Ce) – Smav
sabato 16 aprile Palermo – I Candelai
sabato 23 aprile – Segrate (MI) – Magnolia
domenica 24 aprile – Pordenone – Deposito
sabato 30 aprile – Livorno – The Cage
sabato 7 maggio – Covo Club di Bologna
venerdì 13 maggio – Torino – Cap10100