Conduco da tempo una mia personale campagna a favore dell’astensione. Non voglio mettere una croce su decisioni che il potere prende da solo e poi mi chiede subdolamente di avallare. Che questo sistema faccia quel che crede, tanto lo farebbe comunque (vedi referendum sull’acqua), e chi dice “così lasci che decidano altri” è solo un ingenuo, oppure un illuso. Almeno non lo farà nel mio nome. Ne ho già parlato, rimando a quel che ho scritto in merito. E tuttavia questa volta…

trivellazioni 675

… Andrò a votare per il referendum, e voterò SÌ. Lo farò perché non sopporto i benpensanti che dicono “tanto trivelleranno a 12 miglia e mezzo dalla costa e non cambierà niente”. Cominciamo a non farle vicino, le piattaforme, o a dismettere le attuali il prima possibile, poi penseremo ad allontanarle ancora. Voterò SÌ perché facciamo poco, pochissimo, per produrre energia pulita, salvaguardare la fauna ittica e la vita del Mediterraneo, dunque che almeno si limiti il più possibile ciò che facciamo per danneggiarli. Voterò SÌ perché l’Italia ha appena scambiato con la Francia due zone marittime tra Liguria, Elba e Corsica, pescose e utili, con un’area di mare a nord ovest dell’Asinara, dove apparentemente non c’è niente di interessante, il che mi fa pensare che una certa volontà politica voglia consentire sondaggi e e trivelle, laddove invece dovremmo difendere coste e acque sarde (e di tutto il Paese) come fossero diamanti inestimabili. Il tempismo tra questo scambio di aree marine e la posizione del governo sul referendum mi puzza moltissimo. Voterò SÌ perché tutte le volte che si tenta di barattare posti di lavoro contro danni ambientali dobbiamo stare sempre dalla parte dell’ambiente. Il lavoro si cambia, i danni al pianeta restano. Voterò SÌ perché faccio il marinaio e dunque voto sempre a favore del mare, anche quando dovessero esserci molti pro e molti contro. Occorre un po’ di radicalismo quando si ama qualcosa, e i troppi distinguo fanno male al Mediterraneo. Voterò SÌ perché il quesito referendario, pure importante, è tuttavia secondario rispetto all’occasione utile per manifestare contro la politica energetica legata alle fonti non rinnovabili. Non cogliere l’occasione sarebbe un peccato, visto il bisogno che abbiamo di essere determinati e coesi sull’indirizzo a tutela dell’ambiente di cui abbiamo urgente bisogno.

Voterò sempre SÌ all’abrogazione di qualunque cosa che danneggia l’ambiente. Non abbiamo più margini, non possiamo più permetterci di anteporre nulla alla tutela dell’ambiente. Del mare, poi, non ne parliamo. Chi tergiversa o fa eccezioni o pensa che vi sia altro di più urgente , anche quando è sincero e in buona fede, dà una mano alla cultura che ci ha portati fin qui. Ed è quella che dobbiamo cambiare. Se un referendum può essere utile, allora usiamolo.