Aveva detto di essere amareggiato per la mancata assegnazione della scorta. Ma a dieci giorni di distanza dalla lettera minatoria trovata nella buca delle lettere del suo condominio al pm di Milano Marcello Musso, titolare dell’inchiesta sulle aggressioni con l’acido e di procedimenti contro il narcotraffico, è stata assegnata una protezione. Ed ora, spiega in modo impersonale lo stesso magistrato, “il pm si sente molto più sicuro e rafforzato nel suo lavoro”.

Ad occuparsi della protezione del magistrato, che già in passato, tra l’altro, aveva avuto una scorta per le sue indagini, sarà un uomo delle forze dell’ordine che lo accompagnerà a casa con un’auto di servizio e che lo seguirà nei suoi spostamenti e al lavoro in Tribunale. È stata la Prefettura di Milano a decidere di adottare questa modalità di protezione per il pm, nella forma della cosiddetta tutela singola.

Nella lettera, sgrammaticata e trovata dal magistrato il 3 aprile scorso, era stato scritto, tra le tante cose: “Ti immischi anche nel bambino, ripeti che sei orgoglioso discrazie degli altri e vai a fare apello. Ma stai attento. Acido c’è anche per te”. Ci sarebbero stati, in sostanza, riferimenti all’inchiesta Pavone (in particolare, alla latitanza di un imputato) contro un clan di trafficanti di droga legati alla ‘ndrangheta che il magistrato sta portando avanti da mesi oramai, ma anche ai processi sulle aggressioni con l’acido che si sono conclusi con le condanne di Martina Levato, Alexander Boettcher e del presunto basista Andrea Magnani. Quel giorno, tra l’altro, il magistrato al lavoro in Tribunale, anche di domenica, aveva incontrato il pm minorile Annamaria Fiorillo, che si è occupata del procedimento sul figlio di Martina e Alex, nato lo scorso Ferragosto.