Sfrattata per un giorno dall’olimpo del rock, dove dimora saldamente da 45 anni come una delle ballate moderne più ascoltate e riprodotte al mondo, a maggio Stairway to heaven finirà in un ben più prosaico tribunale. E con lei il gruppo che l’ha consegnata alla storia, i Led Zeppelin. Secondo un giudice di Los Angeles, Gary Klausner, ci sono diversi e sostanziali punti in comune tra l’intro del brano suonato da Jimmy Page e il pezzo strumentale della band statunitense Spirit, intitolato Taurus e contenuto nell’album d’esordio uscito nel 1968. Similitudini sufficienti per chiedere che la causa venga discussa e risolta davanti a una giuria. Robert Plant e Jimmy Page dunque dovranno presentarsi in tribunale il prossimo 10 maggio per difendersi dall’accusa di plagio e di violazione di copyright.

“Sebbene sia vero – sono le parole del giudice- che una progressione discendente di quattro accordi sia una convenzione abbastanza comune che abbonda nell’industria musicale, le similitudini qui trascendono questa struttura di base. Questa è una valutazione soggettiva di ‘idea e sensazione’ su due lavori. Il compito è più adatto a una giuria che a un giudice”. Nell’eventualità che la corte desse ragione agli Spirit, ha specificato poi Klausner, il loro amministratore fiduciario potrà comunque avere solo la metà dei danni riconosciuti.

La querelle tra i Led Zeppelin e gli Spirit, che della band inglese hanno fatto da spalla per qualche anno, non è nuova. Già negli anni Novanta, il chitarrista storico e fondatore degli Spirit, Randy California, morto nel 1997, accusò i Led Zeppelin di aver portato avanti un imbroglio, di aver copiato la loro musica, senza mai riconoscere nulla ai veri autori della canzone. Riversò tutta la sua amarezza in un’intervista rilasciata al magazine Listener. Questa volta a portare in tribunale Page e Plant è stato Micheal Skidmore, amministratore fiduciario e curatore del patrimonio di Randy California dopo la sua scomparsa. La teoria di Skidmore è che i Led Zeppelin abbiano ascoltato Taurus in uno dei concerti fatti insieme negli Stati Uniti tra il 1968 e il 1969, e poi da lì preso ispirazione per dare vita all’arpeggio iniziale di Stairway to heaven.

Stando ai racconti di Jimmy Page, riportati dai giornali nel corso degli anni, Stairway to heaven nacque nell’autunno del 1970 (due anni dopo Taurus). Tra un tour e un altro, Page si era ritirato in un cottage nel Galles per riposarsi. Lì, come dichiarò alla Bbc pochi anni fa, prese forma l’idea di una canzone da “sviluppare su più strati” per “coinvolgere diversi stati d’animo”. Alle note e all’assolo di chitarra, giudicato dalla Guitar World il migliore mai composto ed eseguito di sempre, si aggiunse il testo di Robert Plant. Il resto è storia.

Ora Stairway to heaven, oltre a occupare un posto nella lista delle pietre miliari della musica, è destinata ad allungare l’elenco delle denunce di furti di cui è pieno l’universo agitato e inquieto del rock. Va detto, tra l’altro, che è solo una delle tante polemiche, che nel corso degli anni si sono costruite intorno al famosissimo brano, e che il gruppo sapientemente non ha mai del tutto stroncato. Basti pensare a chi accusò la canzone di contenere messaggi satanici e di idolatrare satana se riprodotta al contrario. Convinzioni a metà tra panzane e fanatismo, che hanno contribuito a loro modo a fare della canzone una leggenda della musica. E questo nessuna sentenza potrà mai cancellarlo.