Un signore alto, sulla quarantina, si ispeziona le braccia, passa alle gambe, poi si alza la maglietta: “Forse qui sulle costole…”. Sta cercando qualche centimetro di pelle rimasto come mamma l’ha fatto, per aggiungere un ultimo disegno e completare così l’elaborato affresco che ha su tutto il corpo. Come lui ci sono altre migliaia di persone, appassionate della body art arrivate da tutta Italia, in cerca di ispirazione per il prossimo disegno da portare addosso per sempre. Nell’ultimo weekend, dall’8 al 10 aprile, hanno riempito l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, per la Tattoo Expo 2016.

Un appuntamento attesissimo dagli artisti e dagli amanti del genere. Dopo le edizioni storiche degli anni ’90 (dal 1993 al 1999), la manifestazione infatti aveva abbandonato il capoluogo emiliano, lasciando dietro di sé nostalgia e delusione: molti consideravano quella bolognese una delle migliori convention sui tatuaggi mai realizzate. Così quella che si è appena conclusa è stata un piacevole ritorno alle origini. Per i professionisti l’occasione per allacciare contatti, fare conoscere il proprio stile, guadagnarsi nuovi clienti e incontrare i maestri. Per i visitatori l’opportunità di farsi firmare il corpo dai migliori talenti della body art. E così chi è passato dall’Unipol Arena in questi tre giorni ha visto lunghe file per entrare, capannelli davanti a ogni stand, e decine di persone, di ogni sesso e ogni età, stese sui lettini o pronte a svestirsi per mettersi nelle mani dei tatuatori.

Organizzata da Marco Leoni in collaborazione con Genziana, la kermesse ha radunato sotto il tetto dell’Unipol arena i migliori talenti del mondo. Più di 250 gli artisti presenti: volti della nuova generazione, insieme a nomi storici con oltre 20 anni di esperienza con aghi e colori. Tra questi anche l’autore di alcuni dei disegni sulla pelle di Angelina Jolie, Robert Hernandez, accolto come una rockstar, e alcuni maestri orientali che dipingono il corpo senza usare le classiche macchinette, ma con antiche tecniche derivate da una tradizione secolare.