Torna a calare la produzione industriale: a febbraio si è ridotta dello 0,6% rispetto a gennaio. Rispetto a febbraio 2015 l’indice resta in crescita, con un aumento dell’1,2% nei dati corretti per gli effetti di calendario. Dalle statistiche flash dell’Istat emerge infatti come, nella media dei primi due mesi di quest’anno, la produzione sia salita del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2015. I consumatori ritengono però che il calo congiunturale dimostri la necessità di un “piano straordinario” per la ripresa e l’occupazione. Secondo i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, bisogna “intervenire per avviare una vera ripresa, quella che finora non è mai partita”. L’andamento della produzione, secondo le associazioni, è “un ulteriore segnale negativo, che si va ad aggiungere a quelli sull’andamento occupazionale e sulla contrazione della domanda interna, che non accennano a registrare miglioramenti degni di nota”.

Secondo i calcoli dell’Unc-Unione nazionale consumatori la produzione industriale resta inferiore del 23,4% rispetto ai livelli del 2008. Il record negativo spetta ai beni di consumo durevoli, la cui produzione precipita, dal febbraio 2008 ad oggi, del 34,6%. Meglio va ai beni di consumo non durevoli che, nello stesso periodo di riferimento, scendono dell’11,8%.

A febbraio è stato positivo l’andamento dei beni strumentali, che vedono un incremento del 6,9% nell’anno e dello 0,2% su gennaio. Registrano lo stesso incremento congiunturale anche i beni intermedi (che nell’anno aumentano del 2,8%).  Diminuiscono invece l’energia (-2,9% sul mese, -4,6% sull’anno) e i beni di consumo (-0,5% sul mese, ma +0,3% sull’anno).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a febbraio 2016 l’Istat segnala come comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+8,3%), la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+8,2%) e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+8,2%). Al contrario, le diminuzioni maggiori si registrano nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-7,5%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,5%) e nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-2,4%).