L’ultima parola spetterebbe al regista Russ Meyer, anche se i dati statistici sono incontrovertibili: agli uomini piacciono, anzi continuano a piacere, le maggiorate. E soprattutto: gli amanti dei seni grossi sono estremamente sessisti. Lo rivelano i professori Viren Swami e Martin J. Tovée del dipartimento di psicologia dell’Università di Westminster, in un articolo pubblicato su Archives of Sexual Behavior. I due docenti inglesi hanno intervistato 361 uomini eterosessuali bianchi, tra i 18 e i 68 anni, a cui sono stati mostrati diversi modelli, in immagini 3D, di donne con diverse dimensioni del seno. Alla domanda su quale immagine trovavano più sessualmente attraente i risultati hanno mostrato che i seni di media grandezza hanno raccolto il 32,7% delle preferenze, seguiti da quelli grandi (24,4%) e molto grandi (19,1%). Oltre a registrare matematicamente che quasi la metà degli interpellati apprezza le donne con seni grossi o molto grossi, per converso la percentuale di chi li preferisce “piccoli” è davvero ridotta, i ricercatori di Westminster hanno rilevato che gli uomini che impazziscono per i seni femminili più grandi sono risultati significativamente associati alla tendenza di essere ‘benevolmente’ sessisti, di rendere la donna oggetto, e di essere ostili nei confronti delle donne. I risultati sono stati anche messi in relazione alle teorie femministe, che postulano come gli ideali e le pratiche di bellezza nella società contemporanee servono a mantenere il dominio di un sesso sull’altro.

Su sito web alternet.org, dove si è sviluppato un confronto tra esperti di sessualità e relazioni di coppia rispetto ai risultati dell’esperimento sui seni, è intervenuta la dottoressa Ava Cadell: “Molti uomini presumono che le donne con seni grandi abbiano più carica sessuale rispetto alle donne con seni piccoli. Ovviamente questo è un falso mito. Il desiderio sessuale non ha nulla a che fare con le dimensioni del seno”. Un’altra sessuologa, Susan Black, ha aggiunto: “Ci sono altre ipotesi, un po’ più ragionevoli per spiegare i risultati: tanti uomini sono attratti da grandi seni e percepiscono un petto prosperoso come più carico sessualmente perché rapportato al segnale visivo primordiale femminile”.

Nulla di nuovo sul fronte del fellinismo alla ‘tabaccaia’ o ‘Gradisca’, insomma. Il chiodo fisso maschile è un lungo cordone ombelicale tra sopravvivenza, nutrizione e sessualità. Semmai l’unico inconveniente, o addirittura disagio, lo percepiscono molte delle donne idealizzate come dee dell’amore con un seno molto grande. La terminazione nervosa del capezzolo può consentire infatti la stimolazione della stessa area del cervello in cui c’è la terminazione nervosa del clitoride. Un team dell’Università di Vienna ha scoperto che i grandi seni sono in realtà circa il 24% meno sensibili di quelli piccoli “perché probabilmente il nervo che trasmette la sensazione dal capezzolo è molto allungato”.

Stante i dati di Swami e Tovée, vanno comunque aggiunti i risultati di un rapporto pubblicato dalla American Association of Plastic Surgeons. Nel 2015 solo negli Usa sono stati effettuati 279.143 potenziamenti al seno con chirurgia plastica: in pratica un aumento del 31% dal 2000. Sì, l’ossessione americana per i seni abbondanti non sembra avere alcun freno.