L’ex vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia ed ex assessore all’Ambiente, Franco Nicoli Cristiani, ha patteggiato una pena di due anni, due mesi e 20 giorni, senza sospensione condizionale e in continuazione con un’accusa di corruzione, nel maxi-procedimento con al centro le presunte spese ‘allegre’ con i fondi destinati ai gruppi politici al Pirellone. Procedimento che coinvolge 56 consiglieri ed ex consiglieri regionali, travolti dallo scandalo ribattezzato “Rimborsopoli” nel 2012.

La richiesta di patteggiamento, che aveva avuto l’ok del pm Paolo Filippini, titolare dell’indagine, è stata accolta dal gip di Milano Valerio Natale nei giorni scorsi. La pena di quasi 2 anni e 3 mesi è in continuazione con un precedente patteggiamento a 2 anni, previsto nell’ottobre 2014 per Nicoli Cristiani nell’inchiesta che vedeva al centro una presunta tangente da 110 mila euro pagata dall’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli per la costruzione della discarica di amianto di Cappella Cantone (Cremona). Con il nuovo patteggiamento, però, Nicoli Cristiani ha perso il beneficio della pena sospesa e in ipotesi potrebbe dover affrontare un periodo in affidamento ai servizi sociali.

Nicoli Cristiani, all’epoca esponente del Pdl, era l’unico ex consigliere regionale coinvolto nell’inchiesta sulle spese pazze al Pirellone ad aver scelto di patteggiare e per questo la sua posizione era stata stralciata. Altri 56 consiglieri ed ex, tra cui Nicole Minetti e Renzo Bossi, sono a processo, mentre tre politici, giudicati con rito abbreviato, sono già stati condannati.