A ciascuno a seconda dei propri riferimenti culturali e da ciascuno a seconda delle citazioni di cui è capace. E quindi potete oscillare a piacere tra ‘Il tradimento dei chierici‘(Julien Benda, 1927) e ‘Notte prima degli esami‘(Fausto Brizzi, 2006), oscillazione spaventosa, diciamo. Ma insomma, quando si annuncia una lista lunga-lunga che si prevede fitta di nefandezze fiscali, lo spirito è quello: chi ci sarà?, chi non ci sarà?, ed è inevitabile il conteggio degli amori che si incrineranno come il parabrezza in un incidente.

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Ma sì, diciamolo: dai vip del pianeta non ci aspettiamo niente. Politici, re e primi ministri, famiglione di gran cognome, e la finanza ‘che tremare il mondo fa’, più i famosi imprenditori sempre portati ad esempio finché non si impantanano… Sì, potremo alzare le spalle e dire: non mi stupisce. Anche se sapere che i vertici del Partito Comunista Cinese e i narcos, il premier islandese e Barbara D’Urso avessero lo stesso commercialista fa ridere un bel po’. Nulla è più divertente di beccare qualcuno coi pantaloni calati, specie se è uno di quelli che teorizzano che bisogna tenerli addosso e ben allacciati (e questo è per monsieur Le Pen e mister Cameron), ma il problema è quando la delusione scoppia accanto a te e ai tuoi amori.

Almodovar? E, dalle parti nostre, in piccolo ma mica tanto, Carlo Verdone? Lionel Messi? Kubrick (vabbè, le figlie…)? Non scherziamo, gente. Già si sa che scorrendo i nomi (italiani, ma anche no), si innesterà il braccio di ferro tra affetti e indignazione, tra ammirazione e scandalo. Tutti possono tollerare che un arrogante padrone delle ferriere nasconda soldi all’estero, e rallegrarsi quando lo beccano, ma agli effetti collaterali del tradimento di un idolo ci avete pensato? Scoprire che magari nella vostra cameretta da ragazzi avevate il poster di uno che ora porta i soldi alle Isole Vergini, alle Seychelles, a Panama? Tristezza. Messi, il campione umano che regala magliette ai piccoli Messi disagiati del mondo, perderà la sua aura di piccola santità, e questo è ovvio. A Seedorf, per esempio, avevo giurato di perdonare tutto e per sempre dopo quella doppietta alla Juve. E ora?

La caduta degli dei. La valuta degli dei. Quali amori ci si chiederà di ridiscutere? Il cantante preferito? Il regista che abbiamo amato? L’attore che ci ha fatto sognare? So cosa succederà: baratteremo un po’ del nostro furore morale con trucchetti buoni a placarci l’anima, cose come “la sacralità dell’arte”, per dire. Perché chi se ne frega se elude il fisco, quello era comunque un gran film, un ottimo disco, una grande interpretazione. Come scriveva Gregory Corso a proposito della guerra ‘La pietà si appoggia / al suo bombardamento preferito / e perdona la bomba’. Ecco, faremo così: saremo inflessibili nell’indignarci, ma tenteremo di salvare gli idoli – ognuno i suoi – relativizzando la delusione, perdonandoli nella costernazione. Sapendo che tra i banditi troveremo alcuni banditi che abbiamo amato. Peggio per loro. Peggio per noi.

Da Il Fatto Quotidiano di venerdì 8 aprile 2016