Sono nuda davanti allo specchio. Mi guardo i seni: uno è più piccolo dell’altro ed entrambi sono più piccolo di prima. Sono diversi da prima, sono diversi tra loro, eppure continuano ad essere diversamente uguali al seno. Il cancro macellaio zelante, si è preso due pezzetti diversi della mia carne, dal seno destro una fetta a forma di mezzaluna di un paio di etti, dal seno sinistro uno spicchio più piccolo.

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Con questo incipit Raffaella Parisini di Sasso Marconi ha scelto di dare una “rilettura poetica e meditata della mia storia; soprattutto la storia delle cicatrici che disegnano il mio torace, e che ho scelto rimanessero tali”. Il tutto racchiuso in un “librino” – come me lo ha presentato e inviato l’amico comune Antonio – dal titolo “Elogio dell’asimmetria” con le illustrazioni di Benedetta Nigelli.

Raffaella non è sola. È parte di quello sterminato esercito di persone che ad un certo punto della propria vita si trovano di fronte ad un cancro. Nel 2015, in Italia sono stati diagnosticati 47.900 nuovi casi di tumore al seno fra le donne. A queste si aggiungono  anche 300 fra gli uomini perché la ghiandola mammaria esiste anche nell’uomo e quindi può essere vittima di una neoplasia più facilmente riscontrabile dal momento che i noduli sono più evidenti per la completa assenza di tessuto adiposo.

Raffaella spiega con semplicità la sua scelta di realizzare questa pubblicazione il cui costo è di 5 euro e che si può ricevere  semplicemente scrivendo al suo indirizzo mail: raffaellaparisini@libero.it.

“Tante donne operate come me lo leggono e prendono un po’ di coraggio per affrontare la loro fatica, altre non operate ritrovano il gusto e la gioia della loro ‘salute’, i medici lo fanno girare tra le pazienti. I maschi non sanno se ridere o piangere davanti alle mie considerazioni, ma sono un po’ colpiti da un certo-nonostante-coraggio del corpo, spiazzati dal fatto che una donna davvero normale (quasi un topos: la bibliotecaria di provincia) possa decidere, anzi essere convinta di andar bene anche così, con una carta geografica disegnata sui seni”.

Del resto sotto la sua bella faccia sorridente ha deciso di scrivere questa frase: “Il mio corpo è un prodotto artigianale: ogni imperfezione è garanzia di autenticità”.

e.reguitti@ilfattoquotidiano.it