Più scorretto di Ali G, Borat, Brüno e Il dittatore messi insieme. In altre parole Sacha Baron Cohen ha superato se stesso. In uscita nei cinema, Grimsby – Attenti a quell’altro è la nuova fatica sovversiva dell’autore/attore britannico, una commedia dalla comicità talmente trash e viscerale da far ridere fino alle lacrime.

Di mira a questo giro è la working class inglese, quella “feccia” orrida, scurrile e coatta che succhia latte fresco dal sacro Welfare della più civile delle nazioni civilizzate. Nazione che vanta anche un alto tasso di schizofrenia comportamentale, caratteristica servita su un piatto d’oro allo sguardo di Baron Cohen che ben conosce pregi e difetti dei suoi compatrioti. E allora tutto diventa plausibile per l’arguzia dissacrante del comico londinese, che non si fa alcun problema a sfottere disoccupati, bambini malati, l’AIDS, il conflitto israelo-palestinese, la sicurezza nazionale, le troppe regole e il caos totale..e persino Harry Potter e Donald Trump, con una irresistibile gag.

La nuova “creatura” protagonista del film è Nobby Butcher, poveraccio di Grimsby Town nella profonda provincia d’Albione. Riceve il sussidio per disoccupazione, è sposato con la rotondissima Rebel Wilson da cui ha avuto 9 figli ed è tifoso ossessivo della nazionale di calcio. Da 28 anni però non vede più suo fratello Sebastian, che cerca senza sosta finché un amico gli comunica dove trovarlo: questi (interpretato da un autoironico Mark Strong) è diventato un agente segreto dell’MI6, anzi il miglior agente a servizio di Sua Maestà. La reunion improvvisa tra i due fratelli – da piccoli inseparabili – crea non pochi guai a Sebastian con esiti di catastrofismo tutto da ridere.

Alla regia di Grimsby – Attenti a quell’altro Sacha Baron Cohen ha voluto uno “specialista” dell’action spy movie come Louis Leterrier, firma de I maghi del crimine (2013) perché la parodia cinematografica di turno è proprio la legacy di James Bond mescolata alla più squisita tradizione British di cultura operaia da Charles Dickens a Ken Loach. Le citazioni dunque non si contano, ma è bello che siano gli spettatori a scovarle e gustarsele tra una risata e l’altra, con un avvertimento fatto notare da un critico britannico: dopo questo film avrete un nuovo punto di vista sugli elefanti.