“Io fui costretto a patteggiare e la scelta dell’arresto in carcere era necessaria per esercitare la più violenta forma di pressione”. Con queste parole, dopo quasi due anni di assenza l’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan è tornato alla Camera per partecipare alla seduta pubblica della Giunta delle elezioni che ha votato la sua decadenza da parlamentare per effetto della legge Severino dopo lo scandalo Mose. La decisione è stata motivata per “cause sopraggiunte di ineleggibilità”. Galan ha iniziato la propria difesa partendo dall’autorizzazione all’arresto, “da cui discende tutto: è stato un episodio particolarmente amaro non avere di essere presente per spiegare le proprie ragioni”.

L’ex governatore del Veneto, che proprio ieri aveva ricevuto l’ok del tribunale di sorveglianza di Padova a lasciare la sua abitazione, è stato ascoltato dalla giunta a cui ha ribadito di “non meritare la decadenza” anche perché non era prevista, ha detto, per chi patteggia. “Mi fidavo delle parole del ministro Orlando – ha spiegato – che aveva detto che la legge Severino non si applica al caso Galan”. “Io non desidero la libertà, i soldi, le vacanze… io desidero soltanto un processo, un processo vero“, aveva detto l’ex Governatore in apertura della seduta.

Galan ha anche aggiunto che non è “mai stato interrogato” e che perciò non ha potuto difendersi. L’ex governatore del Veneto ha ripercorso le tappe della sua vicenda processuale per poi soffermarsi “sulla esperienza devastante del carcere”. “Non chiedo nient’altro se non un processo vero – insiste- sapete perché ho patteggiato? L’ho fatto perché non avevo alternativa. Ho patteggiato perché pensavo che in questo modo avrei potuto difendermi dalle accuse che mi hanno fatto e avrei potuto tornare a fare una vita normale. Non auguro a nessuno nemmeno una notte in carcere, perché è stata un’esperienza assolutamente devastante per la mia vita ma soprattutto per mia figlia affetta da una grave malformazione cardiaca che fra non molto dovrà essere sottoposta a un nuovo intervento. Ma per lei c’è stato un effetto devastante sulla sua psiche”.

Ora si attende il definitivo voto dell’aula di Montecitorio. Se Galan dovesse essere dichiarato definitivamente decaduto, Dino Secco, ex vicepresidente della Provincia di Vicenza, dovrebbe subentrare al suo posto: Secco infatti è il primo dei non eletti di Fi alle politiche 2013 nella circoscrizione Veneto 1.