Oggi voglio scrivere di niente, questo mondo è troppo veloce e io resto sempre un passo indietro. Sempre in ritardo pur essendo diventata maniacale nella puntualità.

Esistono innumerevoli ritardi nella vita, e io ho dormito per troppo tempo. Ho perso giorni interi e settimane, per anni, tra una veglia mistificata e il sonno indotto. Poi ho scelto di  svegliarmi, ogni giorno tento il recupero, e ora dormo fin troppo poco. Sono un corridore dalle buone capacità stilistiche, mentalmente competitivo e agguerrito, ma disabituato alla velocità degli altri. So correre, ma ho i muscoli intorpiditi; a volte faccio qualche scatto improvviso raggiungendo buoni risultati, però spesso mi accade di rallentare. Addirittura mi fermo, prendo altre strade, percorsi lunghi e non funzionali. È una causa persa la mia, sono un cane sciolto.

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Mentre corro, godo dell’aria fresca sul viso e mi soffermo sui particolari, osservo il panorama. Amo riflettere e perdo il ritmo acquisito con fatica; la verità è che sono sempre intenta a rincorrere il tempo, mentre a me piace vivere con lentezza. Così, ho sempre la perenne sensazione del ritardo. Le notizie si susseguono frenetiche in uno spazio troppo vasto, le informazioni si accavallano e si aggiungono a ciò che è già stato detto e fatto; nuove e già sorpassate, dimenticate e perse, si somigliano nella loro inevitabile diversità. E allora oggi voglio scrivere di “niente”, di quello che mi va. Sono partita dal niente.

Ho bisogno di fermarmi. Ho bisogno di fermare il tempo per dilatare il pensiero e le mie emozioni; riordino le idee, rivivo ciò che ho già afferrato e mi accorgo di ogni cosa che nel frattempo ho lasciato andare. Poi chiudo gli occhi, e per un attimo respiro quel momento di assenza che mi isola dal rumore, dai colori accesi  e fluorescenti , dalle macchine sfreccianti, dalla folla di gente distratta che si scontra ogni giorno senza mai riconoscersi. Quel niente che mi distoglie dalle intuizioni, da ogni mio ragionamento, dalle idee che mi arrivano alla bocca tutte insieme, troppo ravvicinate, e che alla fine deglutisco.

Oggi scrivo di niente, perché è quell’attimo di niente di cui a volte ho bisogno. Dura poco più di un istante. Sembra una sorta di morte apparente, di apnea volontaria tesa a trattenere ancora per un po’ quell’assenza di tutto ciò che ingombra, appesantisce e schiaccia. E invece, nel silenzio di quel niente, riesco a sentire il battito del mio cuore come non mi era mai sembrato possibile fare. Lo afferro. Lo sento scandito nelle orecchie e toccare lo sterno; puntuale e preciso, osa di potenza.

L’ho cercato per anni in modo spasmodico. Compulsiva e altalenante, ho desiderato un luogo, un nascondiglio dagli altri e da me stessa, una dimensione che potesse entrarmi dal naso, riempire i polmoni e soffiare via la paura. Pensavo di entrarci dentro, ma era un buco nero che riproducevo all’infinito, nuda e stanca, sola tra gli altri e le mie tante me stesse. Dieci anni per capire che dovevo vivere a pieno la complessità del mondo, per riuscire a percepire l’anello di congiunzione che sta tra me, e la libertà percepibile in un istante.

Una vita giocata sul tempo. Sempre perennemente in ritardo. Questo mondo è davvero troppo veloce per una come me, e allora oggi volevo scrivere per scrivere; rallento la frenesia mediatica di ciò che mi circonda, e il fiume in piena che ho dentro. È una questione di sopravvivenza la mia. Ho scritto e fissato il tempo, ho inchiodato qui il silenzio necessario, il frastuono del cuore, e ciò che è avvenuto in poco più di un secondo, sono riuscita a viverlo per almeno due ore. Uno dei tanti poteri della scrittura.

Bene. Il mio obbiettivo è raggiunto. Nessuna notizia in primo piano, parola chiave nel titolo, o fine prestabilito. Volevo questo, ma non sapevo dove sarei andata a parare.

E allora chi si è concesso il tempo e la curiosità di arrivare fino a questo punto della lettura, una piccola informazione se la merita; piccola, interessante, e strettamente collegata al mio attimo di niente. A Colorno (PM), dal 17 al 19 giugno, si terrà il Festival della Lentezza, un festival gratuito dedicato al tempo e al pensiero lento e sostenibile. “Tre giorni in cui il tempo scorrerà diversamente dal solito” , e sembra un sogno. Tutto qui. Avrei potuto scrivere un articolo intero a riguardo, avrei potuto deciderlo. Ma io volevo solo scrivere di un istante che sembrava fatto di niente, e poi ho scritto di tante altre cose che non avevo programmato.