Sarà capitato anche a voi, se siete su Facebook. Ve ne state lì a cazzeggiare in home, buttando lo sguardo alle bacheche dei vostri contatti quando vi arriva una richiesta di amicizia. Date un’occhiata e rimanete colpiti dalla fotografia del profilo della richiedente. Senza girarci troppo intorno, una aspirante pornostar nemmeno troppo bella, destinata sicuramente a un successo mondiale, vi chiede l’amicizia, senza avere apparentemente qualcosa in comune con voi. Andate sul suo profilo, e vedete che è iscritta da poco, tipo qualche ora, e che conta pochi contatti. Tutti uomini. Tutti italiani. Alcuni sono anche vostri contatti, ma pochi. La cosa un po’ vi stupisce. Non per altro, ma perché la tipa ha un nome da attrice francese, anche se da attrice francese con problemi di sillabazione. Si chiama Pamella Gautier Douce. In realtà, vai a capire perché non è francese, ma russa. Questo capite leggendo le informazioni del profilo, scritte stranamente in italiano. Dice che la tizia è laureata in antropologia culturale presso la facoltà di Mosca. Pamella Gautier Douce l’antropologa, non fa una piega.

Nel mentre la tizia sta cambiando foto di profilo, dimostrando una dimestichezza col mezzo social che voi vi siete conquistati col tempo. Se prima era una foto che ve la mostrava con la testa incoronata dall’alloro della fresca laurea, un vestitino striminzito a coprirle un corpo piuttosto generoso, al punto che avete fatto una veloce pensata al fatto che anche a Mosca deve essere arrivato l’effetto serra, perché mai avreste pensato che pure lì le ragazze andassero in giro così scollate e sbracciate, ora Pamella (o sarà Pamella Gautier, tipo David Foster Walalce?), questo il suo nome, posta foto di se stessa in casa.

Una casa tale e quale alle case occidentali, vedi tu cosa ha portato la caduta del muro di Berlino e la Perestrojka. Lei, Pamella, ora non ha più la corona di alloro della fresca laureata. Non ha più neanche il vestito striminzito che vi ha fatto pensare all’effetto serra. Ha qualcosa che, con un po’ di generosa fantasia vi farebbe pensare alla parola lingerie, ma a voler essere molto larghi di maglie. Sta anche in pose innaturali che evidenziano come in effetti le sue forme siano generose come sembravano di primo acchito. Lei, Pamella sta pubblicando foto in sequenza. Poi smette. Perché ora è di voi che si vuole occupare. Infatti vi compare un suo messaggio in chat. Aprite, un po’ turbati. Non per altro, voi non parlate russo. E anche a inglese non è che siate proprio dei draghi. Miracolo, Pamella parla italiano. Non proprio un italiano fluente, ma si lascia capire. Vi sta chiedendo dove vivete e cosa fate. Rispondete, lusingati e, diamo a Cesare quel che è di Cesare, intenzionati a mantenere un contegno di buona educazione. Siete su un social, vi dite, mica potete fare gli asociali.

Lei, Pamella, vi dice che è laureata in antropologia e che vive a Sanpietroburgo. Gli spiegate dove vivete e cosa fate. Lei è piuttosto insistente, in questo strano italiano vagamente sgrammaticato. Vedi questi giovani dell’est dal nome francese e dalla laurea altisonante, vi dite, per questo stanno facendo le scarpe ai nostri, mica si fanno problemi per la lingua o si vergognano a conoscere altra gente. Ecco, la parola vergogna, in effetti, non la dovreste proprio evocare, perché ora Pamella vi si sta manifestando.

Questo il vostro surreale dialogo, riportato con carveriana asciuttezza.

Lei: Ciao come stai
Voi: Ciao. Bene. Tu? Ci conosciamo?
Lei: Non lo so, ma ho appena creato il mio account facebook e voluto essere tuo amico ti ha invitato una richiesta di amicizia ti dà fastidio?
Voi: Mmmmm credo di no, quindi benvenuta
Lei: Beh il mio nome è Pamela voi?

Piccola notazione, il profilo è a nome Pamella, ma lei dice di chiamarsi Pamela.

Voi: tu. Si dice tu. Mi chiamo Diego, com’è scritto lassù

Piccola notazione, voi non vi chiamate Diego, ma fa lo stesso.

Lei: Piacere di conoscervi e dimmi quanti anni hai?
Voi: Piacere mio. Sono vecchio. Dai quanti me ne dai?
Lei: Ok dimmi cosa stai facendo ora

Piccola notazione, a Pamella non frega niente di quanti anni avete, punta dritto ad altro.

Voi: Lavoro. Lavoro sempre. Lavoro in continuazione. Stakanov

Pamella o Pamela non ride delle vostre freddure, che in effetti non fanno ridere. Lei vuole altro.

Lei: Ok sono a letto da solo nella mia stanza ma vorrei sulla webcam su Skype se questo non vi disturba?

Ecco cosa vuole, voi davanti alla webcam, su Skype.

La cosa, in genere, procede così. Lei che vi chiede se siete soli anche voi, e, per gentilezza, gli rispondete di sì. In realtà siete in ufficio, in un open space talmente piccolo che, se starnutite, staccate i post it dal pc del vostro dirimpettaio. Il racconto potreste fermarlo anche qui, perché è evidente che Pamella in realtà non è russa, e neanche francese, o quantomeno non è laureata in antropologia presso l’università di Mosca, o forse, e magari è proprio qui il segreto della sua intraprendenza, Pamella Gautier Douce è davvero russa, è davvero laureata all’università di Mosca in antropologia e nel momento in cui vi chiede se volete fare all’amore in chat lo fa proprio perché conosce bene il genere umano e sa che corde toccare per ottenere ciò che vuole.

Che poi, ovviamente, ciò che esattamente vuole non lo sapete, perché nel momento in cui vi chiede se volete fare l’amore in chat è anche il momento in cui il vostro dirimpettaio, quello dei post it attaccati sul pc, si è alzato e vi sta insistentemente chiedendo se avete visto che razza di stop ha fatto Neymar, costringendovi a chiudere velocemente la pagina di Facebook. Quando riaprite, sicuri che il collega sia a portata di occhio, lei, Pamella, non c’è più. La sua pagina è stata rimossa. Questo vi dice Facebook. Il che dovrebbe farvi capire che si trattava di un tentativo di truffa. Che probabilmente Pamella Gautier Douce, arrivati al dunque, di qualsiasi dunque si tratti quando parliamo di sesso online, vi avrebbe chiesto soldi, o, peggio, vi avrebbe ricattato. Avete visto una puntata di Criminal Minds in cui un tizio faceva appunto sesso online, in realtà con un sistema, non con una donna vera, sistema che lo filmava attraverso la webcam del suo pc, proprio mentre stava facendo sesso online, e con quei filmati poi lo ricattava. Ecco, una roba del genere.

Voi non lo sapete, ma sapete che laddove fino a pochi minuti prima c’era Natasha, laureata in antropologia all’università di Mosca, adesso c’è Lexi, ragazza afroamericana di Phoenix, a sua volta laureata in lingua e letteratura inglese presso l’UCLA. Lexi indossa un bikini piuttosto striminzito, nella foto di profilo, anche se a voi non sembra che a Phoenix ci sia il mare. Ci saranno molte piscine, vi dite. Poi non ci state a pensare troppo, arriva un messaggio in chat. È lei. Nella foto del profilo, ora, sembra non avere più il top del bikini, ma è una foto tagliata, potrebbe essere un effetto ottico. Magari vi state sbagliando.

PS. La cosa, va detto, capita anche alle signore. Una volta avete scambiato qualche commento con Alessandro Baricco, su Facebook. Poi avete letto su un articolo che Baricco non si è mai iscritto al social di Zuckerberg, e che quindi si trattava di un fake. Baricco non vi ha chiesto di fare all’amore in chat. È stato gentile e colto, come immaginate sia anche l’originale. Vatti a fidare dei social network, vi siete detti quando avete scoperto che si trattava di un burlone.