Nel 2015, approfittando delle celebrazioni per il 750° anno dalla nascita di Dante, geniale e raffinato neologista, abbiamo lanciato il Twittabolario, un progetto di costruzione per gioco di un dizionario di vocaboli o significati inventati. L’impresa, sviluppata insieme a Scritture brevi, una comunità di “twittarini” (fanno rima con canarini) creata da Francesca Chiusaroli, ha visto coinvolta anche Anna Petrazzuolo, autrice di una raccolta di parole e definizioni inventate d’autore (Di sana piana) di imminente pubblicazione. Ne abbiamo parlato, riportandone alcuni esempi, in uno dei due interventi che abbiamo dedicato qui all’iniziativa; ecco qualche altra voce tratta dal dizionario di Petrazzuolo:

Thesaurus

frattùria s. f. [incrocio di frattura e lussuria] • Infortunio fisico dovuto a un eccessivo impeto lussurioso. Il vocabolo fu usato per la prima volta nel 1924 dal medico calabrese di origine greca Agamennone Artride nell’opera Mi spezzo ma non mi piego. Lo scienziato descrive, nel libro, il frutto di ricerche durate 40 anni. All’inizio della sua carriera era rimasto molto colpito dai casi di fratture multiple riscontrate in numerose donne originarie di un paesino della Sila. Dopo accurate analisi il luminare concluse che tali fratture erano imputabili alla foga amatoria di alcuni silani che, tediati dal lungo inverno e da rituali ormai obsoleti, si erano dati alla sperimentazione delle varie posizioni suggerite dal Kamasutra, senza tener conto della fragilità ossea delle loro compagne: Dopo aver osservato la corpulenza, la possanza e la rudezza di Tano Scassacconcia, conclusi che la frattura all’anca e la slogatura della mascella della moglie erano dovute a una forma grave di fratturia (ANNAMARIA MONTESANO).

logopìsta s. m e f. [composto di logo- e pista(re), sul modello di logopedista] • Chi mette sotto i piedi (calpesta) il λόγος. Il termine è solitamente attribuito ai parvenu fra quegli scrittori che, utilizzando in modo inappropriato la lingua italiana, la umiliano e la stravolgono a loro uso e consumo. Spesso i logopisti trovano ampio spazio nelle pagine prodotte dall’editoria prezzolata o a pagamento: In Italia ci sono più logopisti che scrittori (MAURIZIO PONTICELLO).

suppelletiloclastìa s. f. [comp. di suppellettil(e) e -clastia, sul modello di iconoclastia] • Tendenza tipica dell’età puerile alla distruzione di soprammobili e complementi di arredo: Mio figlio soffre di suppelletiloclastia (GIANNI CONTARINO).

Ed ecco un paio di fulminanti risposte degli utenti del fattoquotidiano.it alla nostra giocosa provocazione:

Allucinazione. Patria degli alluci (Luisa Loffredo)
Encefalo. Esclamazione di compiacimento di pescatore romano (Stemax).

I seguenti sono tutti dello stesso lettore, che si era firmato Rorschach:

Acetone. Condimento per insalatone.
Aculeo. Spillone costruito appositamente per punzecchiare i glutei.
Algoritmo. Movimento regolare praticato dalle piante acquatiche.
Allucinazione. Miraggio del pollicione.
Anabbagliante. Sedere luminosissimo.
Arazzo. Dipinto velocissimo.
Astigmatico. Privo di fori nelle mani.
Auriga. Linea retta di colore dorato.
Automa. Formaggio munito di ruote.

La prima definizione dell’elenco è accolta in un Addizionario. L’ha messo qualche anno fa in rete tal Gioacchino Mazza, ma non oltrepassa la lettera A. La quinta definizione era già in un Cazzabolario del 2008 . Il goliardico repertorio si è in questo caso fermato alla lettera D; eccone alcuni esemplari:

Abbattere. Classica risposta di una prostituta alla domanda “Dove stai andando, bella?”
Abbondanza. Ballo di ciccioni.
Accompagnamento. Mandibola molto socievole.
Acrobazia. Monastero di monaci saltellatori, in grado di esibirsi con ruote, spaccate e salti mortali.
Addendo. Urlo della folla quando, in Africa, stai per pestare una cacca di cane.
Aggrapparsi. Attaccarsi alla bottiglia della grappa.
Anatema. Compito scolastico sui piaceri sessuali alternativi.
Armadillo. Piccolo mobile spagnolo.
Assediare. Attaccare con un esercito armato di sedie.
Attaccante. Calciatore appiccicoso.
Babà. Genitore africano molto dolce e premuroso.
Babau. Al contrario del babà, mostruoso genitore africano.
Baraonda. Cassa da morto usata come surf.
Benevento. Peto profumato.
Benfatto. Drogatone contento.
Bistecca. Reiterato errore da parte di un tenore.
Bivacco. Assembramento notturno di bovini.
Bucaneve. Precisa pisciata maschile invernale.
Can can. Litigio fra cani francesi.
Cappuccetto rosso. Marca di profilattici comunisti.
Cassata. Cavolata siciliana.
Ciambellano. Complimento rivolto a donna fornita di notevole fondoschiena.
Circonvenire. Eccitarsi alla vista di uno spettacolo circense.
Citrullo. Lo scemo del villaggio di Alberobello.
Clarissa. Suora collerica sempre pronta a menare le mani.
Clitoride. Sorridente organo dell’apparato genitale femminile.
Correggia. Puzzolente cinghia di cuoio.
Decadere. Cadere 10 volte di fila.
Defunto. Morto annegato nell’olio.
Deragliare. Uscire dalle rotaie facendo il verso dell’asino.
Diacono. Chierico venditore ambulante di gelati.
Discorso. Rotondo plantigrado musicale.
Dodecagono. Figura piana di 12 lati nei cui 12 angoli fanno la cacca 12 persone.
Doping. Pratica anglosassone del rimandare a più tardi.
Dondolo. Uno dei nani di Biancaneve con problemi di deambulazione.

“Il lonfo non vaterca né gluisce / e molto rarament barigatta, / ma quando soffia il bego a bisce bisce / sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta”. Questo era Fosco Maraini.
Il resto alla prossima puntata.

Massimo Arcangeli
Sandro Mariani