E’ felice come un bambino, Elon Musk. Non è riuscito a trattenere l’entusiasmo, man mano che sul suo computer arrivavano gli aggiornamenti sugli ordini della nuova Model 3, l’entry level al mondo Tesla con un prezzo d’attacco di 35 mila dollari. Numeri che montavano ora dopo ora, al punto che il vulcanico patron ieri si affidava a Twitter per comunicare ai suoi aficionados che si era toccata quota 180 mila prenotazioni a sole 24 ore dall’apertura delle danze.

E si lasciava andare, svelando candidamente il suo vero obiettivo: vendere la nuova arrivata a un prezzo medio ben più alto di quello annunciato, ovvero 42 mila dollari. Il che, vista la mole delle prenotazioni, significava ricavi per oltre sette miliardi e mezzo di dollari. Sembrava di vederlo, Musk, con gli occhi a mò di registratore di cassa, tipo Zio Paperone. “Il futuro delle auto elettriche è luminoso”, commentava.

Niente di male, per carità. Lo sanno tutti che il prezzo d’ingresso di una qualsiasi auto, elettrica o no, alla fine non è quello a cui sarà venduta. Ci metti dentro un optional, una verniciatura particolare, un pacchetto accessori dedicati, e il gioco è fatto. E poi c’è il mercato, che mette insieme domanda e offerta e, in definitiva, fa il prezzo. E la domanda in queste ultime 24 ore è salita come una febbre da cavallo. Del resto lo avevano previsto anche diversi analisti americani, prima dell’unveiling ufficiale, che il prezzo reale della Model 3 sarebbe stato di 40 mila dollari e più. Avevano ragione.

Forse, però, il gran capo della Tesla avrebbe fatto meglio ad aspettare. Se non altro per fornire ai suoi fan dati ancora più lusinghieri. Perché l’onda “anomala” non ha rallentato, e verso la fine della giornata è arrivata a lambire i 200 mila ordini. 198.000, per l’esattezza. Se ne sono accorti anche a Wall Street, visto che ieri le azioni Tesla sono cresciute del 3,4%, chiudendo a 237,59 dollari.

L’ultimo aggiornamento del bollettino (al momento di scrivere questo articolo) avuto tramite uno stringato tweet di Musk, recita: “Now 232K orders”. Ovvero, raggiunta quota 232 mila ordini. Il che significherebbe oltre 9 miliardi e 700 mila dollari di ricavi. Se continua così si andrà abbondantemente sopra i dieci miliardi di dollari, dopo solo un week end. Da non credere, per un’auto che ufficialmente arriverà a fine 2017 negli Usa. Ma che i ritardi cronici della Tesla nei lanci (vedi Model S e Model X), fanno pensare debutterà ben più tardi. E’ lo stesso numero uno ad ammettere: “dobbiamo assolutamente rivedere i piani di produzione“. Si, caro Elon, dovete proprio.