In mare - La campagna di Greenpeace contro le trivelle - Ansa
In mare – La campagna di Greenpeace contro le trivelle – Ansa

Il governo Renzi è contro il referendum sulle trivelle. Il Pd di Renzi è contro il referendum sulle trivelle. Il referendum è stato voluto da nove regioni governate dal Pd di Renzi. Verrebbe voglia di dire che Renzi è contro Renzi e il Pd contro il Pd, ma ormai nel Pd e in Renzi è la norma. Se Berlusconi faceva finta di travestirsi da operaio, da imprenditore, da meccanico, da ferroviere, da infermiera, da suora, da Gesù Cristo con gli apostoli in missione, Renzi è capace di dire niente senza ammettere nulla. Spende 40 mila euro al giorno per un super aereo che ancora non vola perché ha un sacco di problemi, ma si lamenta che il referendum sia uno spreco di denaro, cioè 300 milioni. Lui ne spende 15 milioni per un aereo che serve solo la sua vanagloria, eppur si lamenta anche.

Il Pd, fautore della democrazia partecipata, ha inventato le primarie che alla prima prova popolare, con l’Ulivo, portarono al voto per Prodi 3 milioni e 800 mila voti; oggi per Giachetti di Renzi Leopoldo si presentano, spinti e comprati, in meno di 10 mila. Quisquilie. Pinzillacchere. Renzi Leopoldo e Elena Etruria dicono che c’è bisogno di petrolio e gas, ma non dicono che tutto quello che si estrarrà dai mari d’Italia sarà sufficiente all’autonomia di qualche settimana. Se si vota vi saranno licenziamenti a iosa – dicono! – ma mentono perché si sa che lo smantellamento sarà graduale e, comunque, bisogna smettere di trivellare. Confondono le persone in nome degli interessi delle compagnie che non ne vogliono sapere. Renzi ha firmato il protocollo di Parigi  e coerenza vorrebbe che fosse coerente, ma Renzi non è aduso alla coerenza.

Al referendum sulle trivelle bisogna votare SI’ con convinzione e non per interesse. Invitare il popolo che, da 15 anni è espropriato dal voto perché non può eleggere più né Camera né Senato, né condominio, è un insulto alla dignità del popolo, facendo macello della Carta Costituzionale. Chi vuole avere informazioni chiare sul merito del referendum legga Il Fatto Quotidiano del 29 Marzo 2016 e non sulle dicerie di convenienza di qualcuno.

Un governo non ha il diritto di invitare alla diserzione, ma ha l’obbligo di favorire, servire, facilitare qualsiasi forma di partecipazione popolare. Se non lo fa, il motivo è uno solo: interesse privato in atto pubblico, fregandosene del popolo e della democrazia, eliminando le forme di controllo, pesi e contrappesi perché si vuole instaurare una forma italianizzata di dittatura in apparenza simil-democratica.

Qualcuno dirà che bisogna scegliere il male minore che, oggi, coinciderebbe con il Pd. Mi dispiace, ma da 50 anni ho quasi sempre votato “per il male minore”, e di male minore in male minore, siamo arrivati al male peggiore, all’abisso dei mali che è Renzi, il quale sta affossando ogni simulacro di democrazia, governa senza mai essere stato eletto, ha abolito la base del Pd, ha rinnegato le ragioni sociali dello stesso Pd, ha portato Berlusconi al governo, facendo finta di tenerlo fuori. E pensare che prima di farsi nominare presidente del Consiglio, diceva esattamente il contrario di quello che sta dicendo e facendo adesso: ha superato Berlusconi in faccia tosta, in narcisismo e disprezzo delle Istituzioni.

Mi dispiace, ma non voto più per nessun male, voto secondo coscienza e valuto non solo gli aspetti economici, ma anche e specialmente quelli etici, sociali, ambientali e generazionali. Nessuno mi frega più. Significa che sarò sempre all’opposizione? Bene, non voglio vincere a qualunque costo o costi quello che costi. Le ragioni pubbliche della salvaguardia dei nostri mari, il nostro vero Pil ambientale e naturale valgono molto, ma molto più della presunzione di Renzi Leopoldo ed Etruria Elena Maria.

Invitando a disertare il referendum e vietando alle tv, serve del governo, di parlarne, Renzi perde la propria legittimità ed è il motivo finale per cui al Referendum sulle trivellazioni bisogna, occorre, è necessario e indispensabile votare mille volte SI’. Convinti e decisi.

Lo dobbiamo ai nostri nipoti, lo dovete ai vostri figli. Loro hanno diritto al nostro SI’, noi il dovere di votare SI’.