Sono 88 le persone scomparse in Egitto dall’inizio di questo nostro 2016. Una di esse si chiamava Giulio Regeni. In 8 casi il corpo è stato ritrovato con evidenti segni di tortura.

Le sparizioni forzate non costituiscono l’unica drammatica violazione dei diritti umani che si concretizza in quel Paese. Se è possibile, la situazione è perfino peggiorata nell’ultimo anno. Chi critica il governo viene arrestato, condanne a morte vengono comminate a seguito di processi del tutto iniqui, i detenuti vengono torturati, le libertà di espressione e di associazione sono gravemente compresse, la polizia si scaglia con violenza contro qualsiasi manifestazione di piazza. Le autorità egiziane sostengono di combattere in terrorismo. Ma il terrorismo si sconfigge con le armi della democrazia e dello stato di diritto, non con la legge promulgata in Egitto lo scorso agosto che dà al presidente poteri incontrollati ed emergenziali e che qualifica come atto terroristico comportamenti definiti con una vaghezza sconcertante.

Senato, la conferenza stampa dei genitori di Giulio Regeni

Abbiamo sentito nei giorni scorsi le parole dei genitori di Giulio. Non lasciamoli soli a cercare una verità che il governo egiziano non sembra certo volere che emerga. Ci vuole niente perché vicende come queste cadano nell’oblio. E quando ciò accade i torturatori hanno vinto. Non permettiamolo. Non lasciamoci distrarre. Non smettiamo di chiedere giustizia. Giulio ricercava la verità. Continuiamo a pretendere che oggi le autorità italiane la ricerchino per lui. La Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili (Cild), Amnesty International e Antigone hanno sollecitato il mondo del calcio a unirsi a questa richiesta. Il calcio arriva a tutti, il calcio sa rompere i muri del silenzio. La Lega di Serie B, per voce del suo presidente Andrea Abodi, ha immediatamente raccolto il nostro appello. Il 23 e 24 aprile, nel fine settimana che segna i tre mesi dalla scomparsa del ricercatore italiano, i calciatori scenderanno in campo con la scritta “Verità per Giulio”. La Serie A e tutta la Figc stanno meditando di fare altrettanto. Ci auguriamo che dia presto la sua risposta netta e decisa.

Noi partiremo dal nostro campo Gerini di via del Quadraro 311 a Roma. I giocatori della nostra squadra di calcio Atletico Diritti, che sta disputando il torneo ufficiale di Terza Categoria, domenica 3 aprile alle 15, a due mesi dalla morte di Giulio, porteranno in mano ciascuno un cartello con una lettera e andranno a comporre a tutto campo la stessa scritta. Dal torneo più dilettantistico a quello più alto, da chi di Giulio era madre e padre a chi ha conosciuto il suo nome solo dopo la morte, da una parte all’altra dell’Italia e dell’Europa, vogliamo tutti la stessa cosa: sapere la verità.