Copertina di Maurizio Crozza, che dà il via a una nuova puntata di Dimartedì (La7), esordendo: “C’è un amore atavico tra i francesi e i belgi: lo capisci dalle loro barzellette. Ad esempio, una barzelletta francese sui belgi dice: ‘cosa c’è scritto sul fondo delle piscine in Belgio? Non dimenticarti di risalire’. Un’altra ancora recita: Perché i belgi hanno rinunciato alla caccia all’anatra? Non riuscivano a lanciare i cani abbastanza in alto’. E ancora: ‘un elicottero precipita in un cimitero: la polizia belga ha recuperato 500 corpi’. Praticamente nelle barzellette francesi i belgi sono come per noi i carabinieri. Se poi il carabiniere è belga, è il massimo“. E aggiunge: “In questi giorni ci siamo accorti che per entrare nell’intelligence belga non è detto che ti facciano un test d’intelligence. Dopo gli attentati di Parigi, Salah era il più ricercato d’Europa e nessuno lo trovava. Lui era Bruxelles, a casa sua, sul divano, a guardare la maratona televisiva sui belgi che lo cercavano. La polizia greca aveva avvisato quella belga di aver trovato in un covo delle piantine dell’aeroporto e i belgi lo hanno scambiato per un depliant dell’Alpitour. Il terzo uomo arrestato, quello col cappello, è stato rilasciato perché aveva un alibi di ferro: non aveva il cappello“. Il comico si cala brevemente nelle vesti dell’ispettore Clouseau e osserva: “Mentre tutti cercavano il terrorista col cappello della foto, il mondo veniva bombardato dalle foto di un leghista con la felpa. Nel giorno dell’attentato, Salvini a Bruxelles avrà fatto 35mila selfie, 24mila foto di gruppo, 250mila video e 6milioni di tweet. Ha scelto la sobrietà. Qualcuno gli ha dato dello ‘sciacallo’. Io lo trovo ingiusto: lo sciacallo non ha il pollice per premere il tastino del selfie. Come lo chiamereste uno che si mette in posa davanti alle macerie lasciate dai kamikaze? Un kamicazzone? Salvini si è fatto selfie la settimana scorsa a Bruxelles, poi sul deltaplano a Pasqua e oggi se li fa in Israele. Salvini, ti chiedo: per una volta te la fai una foto mentre lavori?“. Crozza poi menziona Antonio Angelucci (Forza Italia), il parlamentare più assenteista, secondo un’indagine di Openpolis: “In confronto a lui Salvini è Stakhanov bombato di Red Bull. Su 16365 votazioni in Parlamento ha votato 86 volte, cioè lo 0,53% delle volte. E‘ come andare a lavorare un giorno all’anno. Diciamo che Angelucci tiene lo stesso ritmo di Babbo Natale