Il 24 marzo il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Ancona e il Nucleo valutario di Roma hanno eseguito un altro sequestro, questa volta per un ammontare di 3,5 milioni di euro, a carico dell’ex direttore generale di Banca Marche Massimo Bianconi. Il provvedimento, disposto dalla Procura di Ancona nell’ambito dell’indagine stralcio per l’ipotesi di corruzione tra privati, riguarda polizze fiduciarie intestate alla moglie di Bianconi ma, secondo l’accusa, riconducibili all’ex manager della vecchia Banca Marche. Il procedimento per due episodi di presunta corruzione tra privati, parallelo all’indagine principale sul crac dell’istituto marchigiano in cui sono indagate 36 persone, coinvolge per la stessa accusa, anche gli imprenditori Vittorio Casale e Davide Degennaro. L’udienza preliminare proseguirà il 20 aprile. Si sono costituite parti civili la Nuova Banca Marche, le Fondazioni Carisj e CariPesaro oltre ad investitori e risparmiatori, alcuni dei quali tramite il legale dell’Adusbef.

Intanto sale il malcontento per l’avvicinarsi della scadenza – che salvo miracoli non verrà rispettata – dei termini per il decreto sui rimborsi dei risparmiatori truffati dalle quattro banche salvate dal governo il 22 novembre scorso. “Domani scadono i termini, ma dei risarcimenti niente”, sottolinea l’Adusbef insieme e Federconsumatori che chiedendo “ancora una volta di risolvere il dramma di 130.000 famiglie, espropriate da Bankitalia e dallo Stato, che non possono più attendere”. In una nota le due associazioni sottolineano che “la Commissione Ue scrive (ad agosto 2015): ‘Desistere dall’autorizzare qualunque intervento del Fitd senza aver ottenuto una decisione della Commissione in seguito ad una notifica delle vostre autorità’. Che è l’esatta procedura seguita ad esempio nel caso Hsh Nordbank dal governo tedesco, spesso citato come contrapposto a quello delle banche italiane. Lo stato tedesco notifica alla Ue, la Ue mette condizioni, l’operazione può partire. Nel caso italiano, il salvataggio delle 4 banche è stato addossato a 130.000 famiglie”. Risparmiatori che per Adusbef e Federconsumatori sono stati “espropriati” e “dopo l’indecoroso scaricabarile tra la Banca d’Italia, il Mef e la Commissione Europea sul salvataggio delle 4 banche in risoluzione”, Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara, Carichieti, “attendono domani la scadenza dei termini per i risarcimenti promessi”.

Per il presidente del Codacons Carlo Rienzi, invece, “l’unica cosa certa in questa vicenda è che il governo ha fatto una pessima figura. Ancora una volta gli interessi delle banche diventano la priorità assoluta dell’esecutivo, in un classico rimpallo di responsabilità all’italiana. Ai risparmiatori non resta dunque altra via che il ricorso alla giustizia, facendo valere in tribunale le proprie ragioni. Nei prossimi giorni partiranno le prime 20 cause pilota patrocinate dal Codacons per conto di obbligazionisti che hanno visto azzerato il valore dei propri titoli – prosegue Rienzi – e migliaia potrebbero essere presentate nei prossimi mesi, considerato che la nostra associazione ha raccolto il maggior numero di risparmiatori traditi su tutto il territorio nazionale”.

Nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi di un potenziamento del fondo di solidarietà per coprire i risarcimenti che al momento può arrivare “fino a 100 milioni“. Per innalzare il tetto a quota 300 milioni tuttavia serve l’ok di Bruxelles. Non solo. Il presidente del Fondo interbancario Salvatore Maccarone intervistato da Repubblica in edicola martedì 29 marzo ha dichiarato di non saperne niente e di non essere stato contattato dal governo. In ogni caso l’ipotesi sarebbe piuttosto ardua. “Noi non possiamo farlo, non rientra nel nostro Statuto”, ha detto aggiungendo che se anche fosse possibile per Bruxelles si tratterebbe di un aiuto di Stato.