Sembrava solo uno stereotipo irridente: se in Italia spetta al carabiniere e negli Stati Uniti al polacco, nell’area francofona la parte dello scemo delle barzellette era tradizionalmente riservata al belga.

Alla luce dei recenti accadimenti sembrerebbe accertato che non si tratta solo di storielline amene: dalle parti di Bruxelles si è accumulato un incredibile deposito di scemenza che lascia a dir poco basiti. Oltre che terrorizzati: giudici che rilasciano terroristi rispediti dalla Turchia con tanto di certificato stragistico, poliziotti che hanno l’indirizzo del latitante pluri-ricercato ma non lo comunicano alle forze speciali che stanno girando a vuoto da intere settimane; e così via.

Bruxelles: blitz della polizia a Schaerbeek

Ci sarebbe da chiedersi come mai il califfato non abbia ancora issato i suoi neri stendardi sui palazzi dell’Unione europea, dove si aggira la piagnucolosa Federica Mogherini; stando alle carte, niente meno che Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica della Sicurezza. Ma pensa te!

Però, se analizzi le facce degli stragisti – il defunto Abdelamid Abaaoud o il testé catturato Salah Abdeslam – ti rendi conto che anche nei loro occhi non brilla propriamente la luce dell’intelligenza. Il che prescinde dall’essere in grado di massacrare innocenti: non si richiede un particolare grado di comprendonio per sparare nel mucchio; per farsi esplodere tra la gente è necessario soltanto un adeguato livello di indottrinamento. Il tutto facilitato dall’ottusità e dall’elevato tasso di ignoranza del soggetto manipolato. Anzi, il grado di demenza rende particolarmente imprevedibili le mosse del gruppo di fanatizzati, per cui diventa speculare la dabbenaggine di quanti – dopo ogni ricorrente tragedia – strepitano invocando militarizzazioni e via libera allo spara-spara.

Pseudo soluzioni sceme, a fronte di azioni mordi-e-fuggi non riducibili allo schema bellico degli eserciti in campo (come invece propugnavano i cretinetti nella stanza ovale di Washington al tempo dell’insensata presidenza Bush jr.). Il folle paradigma che ha impantanto l’Occidente nelle sabbie medio orientali, dopo averlo incastrato tra le giogaie afgane. Da quando in qua le scenografie western dei film con John Wayne sarebbero ascese a testi guida nella lotta al terrorismo? Eppure è proprio quanto sta accadendo in alcune delle principali capitali della vecchia Europa, con l’ombra dell’ineffabile cow boy, massacratore di ombre rosse (in questo caso nere), che si staglia tanto sull’Eliseo come sul numero 10 di Downing Street.

A imperitura ispirazione di quei due colossi del pensiero, quelle dure tempre di leader morali, che rispondono ai nomi di François Hollande e David Cameron; icone dell’epoca stupida che elegge le proprie (inette) guide politiche come se si trattasse di un talent show televisivo. E – non essendoci limite al peggio – potrebbe arrivare perfino Donald Trump; creando un ulteriore gap di decerebralità occidentale, a vantaggio del terrorismo e delle sue demenziali strategie sanguinarie. Che lasciano spazio per manovre furbesche ma non particolarmente intelligenti, come le trovate dell’astutissimo Massimo D’Alema in materia di otto-per-mille agli islamici (ma siete proprio sicuri che la tipologia “mussulmano moderato”, con cui allearsi, balzi sulla scena solo se cinicamente finanziata?); ci fa pendant l’ammuina del governo Renzi, che reclame la guida della coalizione occidentale sul fronte libico dove NON intende intervenire, con la ministra della lobby delle armi Pinotti che quantifica in 5.000 il contingente militare che NON sarà inviato al fronte (e intanto freme dalla voglia di utilizzare il miliardario parco velivoli da guerra che ci siamo appena comperati).

Il tutto a fronte del contesto di terrore che per essere affrontato richiederebbe dosi minime di intelligenza; sapendo che può essere sconfitto – come a suo tempo ci insegnò lo (lui sì) scaltro generale Dalla Chiesa – soltanto coordinando, infiltrando e prevenendo. Una ricetta impraticabile per la classe politica eletta grazie alle semplificazioni massmediologiche che hanno reso questa – che stiamo vivendo – la vera Età della Scemenza.