In Toscana è diventata quasi un’emergenza, in Lombardia i casi sono in aumento, gli ultimi episodi sono stati  ancora nel “consueto” triangolo Firenze-Empoli-Pistoia, ma nell’ultimo mese se ne sono registrati anche a Sassari e a Modena. La meningite ora non diventa più un problema del ministero della Sanità, ma anche del ministero dell’Istruzione. Se in alcuni casi è stato dato il via a campagne di vaccinazione (gratis per alcune fasce d’età), ora gli appelli si moltiplicano anche negli uffici scolastici regionali. In Toscana, in particolare, nei 14 mesi tra il gennaio 2015 e il febbraio 2016, ci sono stati 43 casi di meningite C, di cui 10 fatali, contro i due del 2014 e i 3 nel 2013, come dice uno studio pubblicato da Eurosurveillance. Tra gli autori del report, anche il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Gianni Rezza. Ilfattoquotidiano.it lo ha intervistato per fare il punto della situazione: come riconoscere i sintomi, quali precauzioni prendere. E ha scoperto che, oltre alle vaccinazioni, contano anche semplici regole di buon senso. Come, per esempio, aprire le finestre.

Primo punto da sapere: “Quando noi parliamo di meningite – esordisce Rezza – facciamo riferimento in questo caso alla meningite da meningococco. In alcuni casi provoca meningite vera e propria, in altri dà una setticemia, un’infezione generalizzata”.