Secondo alcune fonti di polizia, il vero obiettivo dei terroristi responsabili della mattanza di Bruxelles erano gli impianti atomici del Paese, poi l’arresto di Salah ha scompaginato i loro piani. La centrale di Liegi il 22 marzo è stata evacuata, ma l’allerta è alta anche al villaggio bunker di Dessene. Per non parlare di Doel, dove, sull’estuario della Scelda sorge l’impianto nucleare che domina il porto di Anversa. Una volta davanti si attiva immediatamente il dispositivo di sicurezza e nel giro di poco si è circondati da polizia, militari e guardie armate. Dietro ai cancelli, dal 17 marzo, stazionano 70 militari a protezione del combustibile radioattivo. Ma i segreti non finiscono qui perché dietro la centrale, a poche centinaia di metri dai reattori, sorge una città fantasma: Doel, l’agglomerato che dà il nome allo stabilimento. Palazzine abbandonate, finestre rotte e graffiti dappertutto. “E’ stata sgomberata 10 anni fa per fare spazio al porto e alla centrale”, spiegano le poche persone in giro che aggiungono: “Da allora resistono solo 25 persone”. Prima erano un migliaio. L’unico posto ancora aperto a Doel è un caffè così appartato da diventare il rifugio dei lavoratori della centrale una volta finito il turno. A tutto il personale è stata imposta la consegna del silenzio, ma qualche elemento se lo lasciano sfuggire. “In questo momento la produzione è stara abbassata come nei livelli del weekend e ai lavoratori non strettamente necessari al mantenimento dell’impianto è vietato l’accesso