La felicità, la ricerca della felicità. Che cosa significa essere felici? Ho studiato filosofia e tendo a pormi molte domande. Troppe. La felicità non ha bisogno di essere indagata, è un modo d’essere, un modo di vedere. E di sentire. Dei miei studi filosofici ricordo assai poco. Tutto passa. Ma una cosa la ricordo con nitore, alla mia discussione di laurea dissi alla commissione queste parole che ora vi riporto fedelmente : “Ognuno di noi morirà”. E tra i membri della commissione ci fu qualcuno che iniziò a tossire, era un ‘tossicchiamento’ d’imbarazzo. Creai uno spazio di banalità radicale, e quando le banalità sono radicali si crea imbarazzo. Di solito alle tesi di laurea in filosofia si parla di fenomenologia, ontologia e cose di questo genere, ma la morte non si pronuncia, o la si offusca con sfumature concettuali, con cavilli ermeneutici. 

Ci sono luoghi di banalità radicale: l’ascensore per esempio. Se ci troviamo chiusi in ascensore con un altro essere umano la verità della vita ci esplode in faccia, e non troviamo nulla di meglio da fare che parlare del tempo. Invece le parole vere da dirsi dovrebbero essere queste: ” Tu stai andando al terzo piano, io vado al sesto, ma un giorno moriremo, il piano terra è l’unico vero piano di questo ascensore e della nostra vita “. Quindi? Quindi solo chi abita al piano terra ha capito tutto della vita!

Senza mia dimenticarsi che l’attico è fuggente, e sono in pochi a poterlo cogliere. Cogli l’attico fuggente: ecco un moto rivoluzionario. Tutto passa, anche Ricky Farina, anche tu che mi stai leggendo. A che piano andate? A che ora chiude la portineria?

Aforisma del giorno.

Lei era una donna lunatica, io ero un uomo lunare.
Fu amore alla prima eclisse. Poi lei incontrò un uomo
solare, si prese una cotta, e io precipitai in un buco
nero. Quanta astronomia per un fottuto addio!