“Caltagirone, Il Messaggero non è il tuo spezzatino”. Così i poligrafici del Gruppo Caltagirone Editore hanno protestato a piazza San Silvestro, a Roma, contro il magnate della stampa romana, proprietario de Il Messaggero, Il Mattino e Il Gazzettino per i licenziamenti, la tre procedure di cessione di ramo d’azienda ad aziende esterne del lavoro poligrafico e la volontà di imporre un nuovo contratto meno tutelante per il settore. “Caltagirone ha già preso milioni di fondi pubblici e in Senato – spiega l’Rsu Marco Rubino –  si discute di un’ ulteriore tranche di soldi dei contribuenti che finirà nelle tasche del gruppo. Ma il Gruppo licenzia e lascia a casa 70 poligrafici in tutta Italia. Si vocifera anche di una possibile fusione delle testate Il Messaggero, Il Mattino, Il Gazzettino, che creerà esuberi anche tra i giornalisti. A Il Mattino – continua Rubino – tre poligrafici sono stati licenziati, perché si è scelto di esternalizzare il lavoro. Caltagirone come privato si giustifica, dicendo che non si può fare altrimenti per salvare il giornale, ma l’azienda è in attivo. M5s con un’interpellanza ha chiesto dove sono finiti questi soldi pubblici. Il governo Renzi dovrebbe legare i fondi all’editoria alla salvaguardia dei posti di lavoro, solo così – conclude – l’Italia potrà crescere”