La campagna per il referendum abrogativo del 17 aprile sulle trivellazioni in mare diventa a tinte sempre più forti. Il filone sembrava essersi esaurito a raffiche di doppi sensi maschilisti, Rocco Siffredi testimonial supremo e con certi slogan pseudo-machisti che hanno scatenato una ridda di polemiche: “Trivella tua sorella” è solo la punta dell’iceberg. Ma le donne non stanno a guardare e reagiscono in maniera uguale e contraria, auto-strumentalizzandosi per la causa.

Boobs Against Oil: le mie tette votano Sì” è il nome di una pagina Facebook (quasi) tutta al femminile che si batte, in maniera suadente, per fermare l’avanzata delle piattaforme petrolifere nell’Adriatico. Una sorta di “Escile” a fin di ambientalismo. La pagina è infatti un’antologia di primi piani erotico-green e pro mare-blu. Una processione di tette giammai flosce o cadenti o sfuggenti: anche la pubblicizzazione di un quesito referendario deve possedere i suoi inflessibili canoni di bellezza.

“I seni scendono in campo per dire Sì al divieto, Sì alle energie pulite, No alle trivelle e all’inquinamento dei nostri mari. Da tetta a tetta vi diciamo: 1) I seni possono essere sia maschili che femminili, maschietti non tiratevi indietro! 2) Sulle vostre tette (o seni) o un po’ più su o un po’ più giù scrivetevi con un pennarello, marchiatevi a fuoco o appiccicatevi un bel post-it dove ci deve essere scritto uno di questi hashtag:  #boobsagainstoil“.

E all’appello delle misteriose attiviste stanno rispondendo parecchie “tette coraggiose”, mostrando le curve e a ben guardare pure una scritta ecologista. Ogni foto è accompagnata da testi propagandistici stesi da chi amministra l’account, come “Il 17 aprile hai l’occasione di lanciare un messaggio forte e chiaro al governo: questa non è la politica energetica che vogliamo! Più efficienza energetica, più energie rinnovabili e riduzione dei consumi”, oppure “Sempre più spesso mangiare pesce cresciuto vicino a trivelle e pozzi estrattivi significa mangiare mercurio, cadmio, piombo, arsenico, benzene e altri idrocarburi”. L’obiettivo è di raggiungere il quorum “in maniera proprio prorompente”.

Manca meno di un mese all'”evento tettoso”, e  non c’è più tempo da perdere: “Se non è il contenuto sarà la forma, perché non abbiamo voglia di perdere anche stavolta. Quello che vogliamo è attenzione, voglia di vincere e cambiare – sostengono le “Boobs Against Oil” -. In barba a chi ricorre alla buon costume per far passare in secondo piano il vero messaggio che le nostre tette stanno veicolando in questi giorni. Riceviamo foto da ogni parte d’Italia e questo ci riempie di speranza ed energia. Insieme, con la nostra pagina e le vostre poppe, faremo arrivare a tutti l’informazione. Ne vedremo delle belle, per davvero”.