Questo non è uno sport da femminucce. Quante volte abbiamo sentito questa brutta espressione. E quante volte ne abbiamo provato orrore. Che si trattasse di calcio, o come in questo caso, di rock, l’idea che ci fosse qualcosa di precluso a prescindere alle donne, per una questione di attitudine o, peggio, genetica, ci ha sempre raccapricciato. Il rock è assolutamente roba da femminucce, come tutto il resto, e ci sono occasioni come quella che andremo a analizzare a breve, che lo dimostrano in maniera solida e incontrovertibile.

È uscito il terzo album delle Roiponl Witch, e tanto dovrebbe bastare. Ma non basta, perché Starlight, questo il titolo del terzo album della band emiliana, è una vera bomba, a cavallo tra femminismo, divertita ironia, attitudine punk. E non basta ancora, perché le Roipnol Witch, al secolo Giulia Guandalini, voce e chitarra, Martina Guandalini, sua sorella, basso, Francesca Bedogni, chiarra e Massimiliano Coluccini, batteria, hanno deciso di regalare a noi del Fattoquotidiano.it il loro nuovo video, il singolo Femme fatale.

Le Roiponl Witch sono assolutamente rock. Lo sono per la musica che suonano, ovviamente, perché il rock è, essenzialmente, un genere musicale ormai da decenni decodificato. Ma lo sono anche per attitudine, seppur con molti aspetti che si sposerebbero più al punk che al rock, vista una certa tendenza iconoclasta e anarchica, di chi non vuole stare a certe regole e decide che l’unico modo per non starci e farcisi su una grassa risata. Amano vivere, le Roipnol Witch, questo è chiaro. Basta ascoltarle suonare, così affascinanti e energiche, così sinuose e spigolose al tempo stesso, così femminili e femministe, se mai è possibile che questi due termini trovino rifugio all’interno della stessa frase. Sì, perché Giulia e le sue socie (lo so, in lineup c’è un ragazzo e, stando alla lingua italiana, tanto dovrebbe bastare a farmi usare il maschile per parlare della band, ma le Roipnol Witch sono una band femminile al 100%, sarebbe un errore madornale rinnegare questa realtà solo per essere linguisticamente corretti), stanno da oltre dieci anni portando avanti una loro battaglia che le fa a pieno titolo passare per le nostrane riot girl. Solo che, a differenza delle loro colleghe d’oltreoceano, molto incazzate ma anche molto poco femminili nei modi e nelle forme, come se per essere incazzate toccasse necessariamente anche imbruttirsi, fare il ghigno, mostrare i canini, le Roipnol Witch hanno deciso di fare rock, flirtando spesso col pop, di portare avanti la loro visione del mondo femminista (e Dio solo sa quanto ci sia bisogno di un discorso femminista in un mondo così chiuso e maschilista come quello della musica italiana) rimanendo fondamentalmente loro stesse, cioè donne.

Non hanno dovuto neanche ricorrere alle chitarre modificate per lasciare posto alle tette alla St.Vincent, hanno solamente preso gli strumenti tipici del genere, li hanno fatti propri e hanno iniziato a scrivere e cantare le loro canzoni. Giulia e le altre fanno parte di un movimento, le Parma Girls Riot Club, con il quale da anni agitano la vita culturale dell’Emilia, a partire dalla loro città di adozione, Parma. Loro è Rock With Mascara, una serie di incontri live volti proprio a dare spazio a realtà femminili. Loro programmi radio e tv, in realtà locali, che dia voce e spazio alle loro colleghe. Starlight, e Femme fatale, il singolo qui presente in anteprima, prodotto da Maciste Dischi, è un lavoro maturo, dove la band tenta di forzare i limiti imposti dalla nostra nazionalità, con ambizioni di collocarsi non tanto dentro la nicchia dell’indie, quanto in quello del pop-rock internazionale, senza frontiere e senza barriere. L’avventura di questa terza prova discografica parte con un brano lento, Femme fatale, d’altri tempi già a partire dal ritmo e dal titolo, ma lo spirito di tutto l’album è assai contemporaneo, odierno, attuale. Musica e parole volte a farci muovere pensando, anche sorridendo. Questo, in fondo, è lo spirito da riot girl che così tanto ci piace: femministe fatali.