Da Roma a Torino. Il centrodestra è spaccato non solo nella Capitale, dove Giorgia Meloni ha rotto gli indugi e annunciato la sua candidatura contro Bertolaso, ma anche nel capoluogo piemontese, dove l’onda di recriminazioni e polemiche spinge il Carroccio al distacco da Forza Italia. “Osvaldo Napoli non è un candidato valido – dice ora Matteo Salvini – si è perso troppo tempo. Se Berlusconi non vuole politici, ma imprenditori e professionisti, per me la persona giusta è il notaio Alberto Morano“, notaio torinese di 58 anni. Per il segretario della Lega Nord la Lega non impone “nulla a nessuno, ma per adesso non vedo alternative”. Salvini ha incontrato Morano nel pomeriggio a Torino. “E’ un’ottima persona, concreta. Conosce molto bene i problemi di bilancio e le beghe di questa città. Morano mi è piaciuto: non vedo l’ora che inizi una campagna elettorale che possa riportare il centrodestra a Torino”.

Anche in questo caso Forza Italia resta isolata, fuori da una coalizione composta da Lega, Fratelli d’Italia e alcune liste civiche. “Mi dispiace di avere un po’ litigato, in questi giorni, con Silvio Berlusconi – aggiunge Salvini – Dovevo andare a Canale 5, domani mattina, ma adesso mi hanno detto di non andare…”. Poi la stoccata al vecchio leader, sempre più evanescente nella sua stessa coalizione: “A Berlusconi avevo chiesto di candidare persone nuove, pulite, ma lui fa fatica a capire come questo sia importante. Pazienza, vuol dire che per ora andiamo da soli dove necessario”.

Di fatto, nel capoluogo piemontese si ripete l’identico copione di polemiche della Capitale. E se a Giorgia Meloni che chiedeva un “passo di lato” aveva risposto Guido Bertolaso – “Vado avanti come una ruspa” – a Salvini risponde lo stesso Napoli: “Se Matteo Salvini preferisce candidare il notaio Morano, ce ne faremo una ragione: Salvini conosce Morano, i torinesi conoscono Osvaldo Napoli”. Per l’ex parlamentare berlusconiano il leader del Carroccio è in sostanza un bugiardo. “Le parole di Matteo Salvini non mi offendono, mi offende invece la sua incallita vocazione alla bugia. Il sottoscritto ha lavorato per 37 anni guadagnandosi da vivere lontano dalla politica, diversamente da Salvini che di politica vive. Se esiste il professionismo in politica, Salvini ne è il prototipo”. Per il candidato forzista, Salvini si accorgerà “che gli elettori torinesi, e non solo, sapranno nella loro saggezza riunire nelle urne quello che si vuole dividere a causa di ambizioni sbagliate e velleità mal riposte. Salvini semina vento ma raccoglierà tempesta. A lui dico soltanto arrivederci al 7 giugno, quando avremo contato i voti di Morano e i miei”.