Htin Kyaw è il nuovo presidente del Myanmar. È il primo civile a occupare questo ruolo dopo più di cinquant’anni. Kyaw, 69 anni, ha ottenuto 360 voti superando il candidato dell’esercito Myint Swe e Henry Van Thio, altro candidato della National League for Democracy (NLD), il partito di Aung San Suu Kyi. I due saranno vicepresidenti.

L’elezione di Kyaw completa la transizione democratica del Myanmar avviata a fine 2010, quando è entrato in carica un governo semi-civile guidato dall’attuale presidente Thein Sein. Arriva inoltre al termine di incessanti trattative tra la leader democratica e l’esercito per arrivare a una candidatura condivisa. La sua candidatura è giunta infatti appena una settimana fa, dopo settimane di voci che lo davano in cima alla lista delle preferenze di “Lady” Suu Kyi.

A novembre 2015 si erano tenute le prime elezioni democratiche dopo decenni di governo militare. I risultati hanno dato ragione alla NLD di Aung San Suu Kyi che ha conquistato una larga maggioranza (circa il 75 per cento) nelle due camere del parlamento birmano, lo Hlattaw. Per legge, però i rappresentanti dell’esercito detengono ancora il 25 per cento dei seggi e possono esprimere il diritto di veto su alcune decisioni chiave.

Sul presidente eletto girano poche informazioni. Negli ultimi anni Kyaw ha infatti preferito tenere un profilo basso. Come Suu Kyi, anche Kyaw è stato prigioniero politico durante il governo militare. Kyaw è conosciuto come uomo quieto e acculturato. Figlio dello scrittore e parlamentare Min Thu Wun, eletto nel parlamento nazionale nel 1990, ha compiuto i suoi studi universitari in Gran Bretagna.

Pur provenendo dalla società civile, non gli mancano le connessioni politiche all’interno del partito di maggioranza. La moglie, Su Su Lwin, è figlia di uno dei fondatori della NLD, U Lwin, ed è lei stessa una figura di spicco all’interno della formazione politica. Ma nella sua ascesa alla presidenza ha contato soprattutto il legame con Aung San Suu Kyi. Più volte infatti si è mostrato in pubblico a fianco della leader dell’NLD. In alcune occasioni, ricorda la Bbc, ne è stato l’autista.

Prima di essere candidato alla presidenza, Kyaw era membro del consiglio di amministrazione della fondazione Daw Khin Kyi, fondata nel 2012 in memoria della madre di Suu Kyi e da lei presieduta. La fondazione si occupa di promuovere iniziative di assistenza sanitaria, educazione e miglioramento degli standard di vita dei birmani, in particolare nelle zone rurali e meno sviluppate del paese, con il sostegno di partner locali e internazionali e la raccolta di donazioni private.

Il legame tra Suu Kyi e Kyaw risale però a molto prima. I due sono infatti amici di infanzia: hanno frequentato la stessa scuola elementare a Yangon. La sua fama di uomo leale e onesto proviene forse proprio da qui: Kyaw è un fedelissimo di Suu Kyi. Per la Costituzione nazionale, la leader dell’NLD, Premio Nobel per la Pace nel 1991, non ha potuto candidarsi alla presidenza. Una norma che impedisce ai cittadini birmani con figli di altre nazionalità di candidarsi la ha tenuta fuori dalla corsa. Ma, come annunciato, Suu Kyi farà da eminenza grigia della politica birmana, prendendosi un posto “al di sopra del presidente”. Anche se la stessa Suu Kyi ha smentito che Kyaw sarà un presidente per “delega”, secondo alcuni osservatori, dal di fuori delle istituzioni la Lady potrebbe consolidare la propria influenza. Chiunque sia il presidente, la vera leader del paese oggi è lei.

di Marco Zappa